
Tra le dirompenti e negative conseguenze del cambiamento climatico sull’allevamento apistico, vi è sicuramente l’esigenza di intervenire ripetutamente
durante l’anno, per salvare le api dalla morte per fame, con evidenti pesanti ricadute sui costi di produzione.
Tale necessità, negli ultimi anni, si presenta con urgenza e drammaticità anche durante periodi di fioritura, quando per svariati motivi, le api non raccolgono
nettare e consumano rapidamente le scorte.
La nutrizione di soccorso, rappresenta quindi la voce di costo che ha avuto l’aumento più significativo negli ultimi cinque anni nei bilanci delle aziende apistiche, specialmente di quelle professionali. Raccogliendo la richiesta dei produttori, l’Unaapi, nel luglio 2023, ha proposto al Comitato di indirizzo e monitoraggio del settore apistico istituito presso il MASAF, di inserire tra le attività finanziabili con il nuovo Reg. UE 2115/2021 la nutrizione di soccorso, richiesta accolta non senza perplessità dagli altri membri del comitato.
Ha avuto inizio così una serie di attività che hanno portato a una prima richiesta inoltrata alla Commissione Europea, di ammettere a contributo la nutrizione di soccorso per “mitigare le conseguenze disastrose del cambiamento climatico sulle api”.
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