
Molti apicoltori nell’UE segnalano difficoltà nella vendita del loro miele. Beelife, l’EU Pollinator
Hub e la Deutscher Imkerbund (Associazione Tedesca degli Apicoltori) hanno analizzato i dati disponibili per tracciare un quadro chiaro dello stato del settore. Ecco un riassunto del rapporto
Il settore apistico dell’UE sta affrontando una grave crisi. Oltre ai problemi legati ai cambiamenti climatici, alla scarsità di risorse alimentari e all’introduzione di specie invasive, l’apicoltura si trova ad affrontare sfide significative nella vendita del suo prodotto principale: il miele.
Queste sfide includono la concorrenza delle importazioni a basso costo, l’aumento dei costi di produzione e le frodi nel commercio del miele.
La difficile situazione di mercato si è sviluppata nel corso di diversi anni, ma nel 2022 si è aggravata a causa di una combinazione di fattori. Le apicolture professionali che vendono miele in fusti sono particolarmente colpite.
Tuttavia, gli effetti si fanno sentire in tutto il settore, con conseguenze che potrebbero non solo ridurre la produzione di miele, ma anche mettere a rischio la sicurezza alimentare nell’UE. In alcune regioni, infatti, già mancano colonie di api per l’impollinazione delle colture agricole. Se un numero maggiore di apicoltori dovesse
essere costretto a chiudere, l’impollinazione di molte coltivazioni sarebbe compromessa.
L’emergere di nuovi attori sul mercato
Negli ultimi vent’anni, nuovi grandi produttori sono emersi sul mercato globale del miele, in particolare la Cina. Sebbene il numero di colonie di api in Cina sia rimasto relativamente stabile, la produzione di miele è aumentata in modo significativo dai primi anni 2000.
Nel 2022, la Cina ha prodotto ufficialmente 461.900 tonnellate di miele, dominando il mercato globale. Questo miele ha un impatto significativo sui prezzi e sulle dinamiche del mercato mondiale.
In confronto, l’UE ha registrato solo un aumento moderato della produzione di miele negli ultimi due decenni, nonostante il numero di colonie di api sia aumentato notevolmente. Nel 2022, l’UE ha prodotto circa 286.000 tonnellate di miele, ovvero circa il 40% in meno rispetto alla Cina, pur avendo un numero di colonie più che doppie rispetto a quest’ultima.
Durante lo stesso periodo, il miele importato è diventato uno dei prodotti alimentari più frequentemente adulterati, con metodi di contraffazione sempre più sofisticati.
L’iniziativa dell’UE “From the Hives” ha rivelato che una percentuale significativa dei mieli importati analizzati – in particolare dalla Cina, dal Regno Unito e dalla Turchia – era sospettata di non rispettare gli standard della direttiva UE sul miele.
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