La rete di monitoraggio apistico del progettoBeeNet: risultati del terzo anno di attività – Novità dalla ricerca

Laura Bortolotti, Sergio Albertazzi, Giuseppe Arena, Gherardo Bogo, Michela Boi, Vittorio Capano, Valeria Caringi, Emanuele Carpana, Giovanni Cilia, Roberto Colombo, Amanda Dettori, Manuela Giovanetti, Irene Guerra, Giulia Lora,
Piotr Medrzycki, Antonio Nanetti, Giorgia Serra, Elena Tafi, Rossella Tiritelli

La rete di monitoraggio apistico del progetto BeeNet è coordinata dal gruppo di Apidologia del CREA-AA e vede la collaborazione delle tre organizzazioni apistiche nazionali: Federazione Apicoltori Italiani (FAI), Miele in Cooperativa (MiC) e Unione
Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani (UNAAPI).

La rete è costituita da oltre 350 postazioni distribuite in tutte le Regioni e le Province autonome italiane, ognuna delle quali composta da cinque alveari stanziali, gestiti dall’apicoltore secondo le pratiche apistiche comuni per la produzione di miele.

Il monitoraggio viene effettuato attraverso la valutazione dello stato di salute delle colonie di api, valutando lo sviluppo delle famiglie e analizzando la presenza di
alcuni agenti patogeni e la contaminazione del pane d̓api con residui di agrofarmaci.

Circa 100 postazioni della rete sono state equipaggiate con arnie digitali prodotte dall’azienda 3Bee, posizionate su tre dei cinque alveari della postazione. Nella figura 1 sono rappresentate le postazioni della rete ed evidenziate quelle equipaggiate con arnie digitali (puntini gialli).

Le postazioni
Nella terza annualità della rete, che va da giugno 2023 a marzo 2024, il numero di postazioni è passato da 367 a 355, con una riduzione di circa il 3% del totale.

Nella figura 2 a sinistra è riportato il numero totale di postazioni e il numero di postazioni non più attive per ciascuna regione. Le cause dell’uscita di postazioni
dal progetto sono da attribuirsi in parte a problematiche come la vendita dei terreni su cui si trovavano le postazioni o la cessazione dell’attività da parte dell’apicoltore;
ha contribuito, inoltre, l’evento alluvionale verificatosi nel maggio 2023 in Emilia-Romagna, che ha portato la perdita di alcune postazioni.

Per quanto riguarda la stabilità delle postazioni nel corso dei tre anni di progetto, la maggior parte di queste è rimasta attiva per oltre due anni, il 12% tra uno e due anni e solo il 6% per un solo anno (figura 2 – destra). In generale, quindi, possiamo affermare che la rete di monitoraggio ha mostrato una buona stabilità per tutta la
durata del monitoraggio.

Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!