
Oblio degli impegni ambientali
L’attuale Politica Agricola Comune (PAC) si riferisce al periodo 2023-2027 e pesa 386,6 miliardi di euro sul bilancio dell’UE, oltre il 40% del budget totale. Si basa sui Piani strategici nazionali di ciascun Stato membro, che sono stati approvati dalla Commissione europea e rientrano in precisi standard dettati a livello UE, secondo un modello di governance differente rispetto al passato.
Con le nostre rappresentanze apistiche italiane ed europee, in particolare BeeLife European Beekeeping Coordination, ce ne siamo ampiamente occupati, già da novembre 2019, in fase di progettazione, con la corposa pubblicazione “Una PAC per gli impollinatori”.
A distanza di pochi anni, si ricomincia Il 16 luglio 2025, la Commissione europea ha
presentato le sue proposte per il Quadro finanziario pluriennale dell’UE, per il periodo 2028-2034, compresa la riforma della PAC.
La proposta stanzia 294 miliardi di euro per il sostegno agli agricoltori, con un taglio del 20% rispetto all’attuale bilancio della PAC, e prevede significativi cambiamenti strutturali, fra cui:
- la fusione dei due pilastri di finanziamento tradizionali in un’unica dotazione finanziaria nell’ambito della struttura del Partenariato Nazionale e Regionale;
- la sostituzione della condizionalità (regole di base per le Buone condizioni agricole e ambientali e Requisiti di gestione obbligatori) con un nuovo “sistema di gestione responsabile”. In sostanza, resterebbe un distinto programma
comune a tutti gli Stati membri per i pagamenti diretti e la gestione del rischio, ma si tornerebbe ad una nazionalizzazione dello sviluppo rurale, con una flessibilità senza vincoli che elimina impegni obbligatori per il clima e l’ambiente.
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