
Ad una famiglia di api occorre un casino di polline e un botto di nettare per il proprio
funzionamento: di solito la quantità di nettare stoccata all’interno dell’alveare è notevole (in genere oltre i 25 kg) mentre la quantità di polline è di gran lunga più
modesta (circa 1 kg).
Come è ben noto, il polline è fondamentale per l’allevamento della nuova forza lavoro. In genere un quarto della popolazione adulta è impegnata attivamente nella raccolta del cibo e alcune bottinatrici possono decidere autonomamente cosa bottinare tra polline, nettare o entrambi.
È stato dimostrato che le bottinatrici di nettare ricavano indirettamente le informazioni circa la necessità della sua raccolta, senza una stima effettiva della quantità di miele già stoccata nell’alveare; molto poco si sa di come sia percepita l’informazione rispetto alla raccolta del polline.
Tuttavia la raccolta del polline sembra essere influenzata da due fattori:
- la quantità di covata, in particolare aperta, che agisce come stimolo: tanta covata da sfamare si traduce in tanto polline da raccogliere;
- la quantità di polline già stoccata che agisce come deterrente: tanto polline stoccato significa che ci si può rilassare.
La maggior parte del polline è raccolta al bisogno e una quantità relativamente piccola è conservata come riserva, il famoso pane d’api.
In totale il fabbisogno annuale di polline di una colonia è di circa 75 kg.
Quando il polline immagazzinato ha raggiunto la soglia della tranquillità alimentare, l’attività di raccolta diminuisce finché il consumo scende sotto la fatidica soglia e, di conseguenza, il bottinamento di polline ricomincia.
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