
Benvenuti in una nuova rubrica dedicata al complicato mondo delle patologie delle api. Qui parleremo di acari, virus, batteri e funghi che colpiscono le api e preoccupano noi apicoltori.
Ma non temete: il nostro obiettivo è raccontare questi temi complessi in modo semplice, chiaro e… con un pizzico di ironia! Perché, in fondo, un sorriso può alleggerire anche gli argomenti più “pungenti”. Avremmo anche potuto chiamare la rubrica “Supposte di Patologia Apistica”, ma forse non sarebbe stato elegante. Dopotutto, “con un poco di zucchero, anche la pillola va giù!”
Negli ultimi decenni, la varroa ha ricevuto grande attenzione per i suoi devastanti effetti sugli alveari. Tuttavia, esiste un altro acaro meno conosciuto, ma potenzialmente altrettanto pericoloso: il Tropilaelaps.
La prima cosa che salta all’occhio è il suo nome impronunciabile, una sorta di scioglilingua. Poiché non esiste nemmeno in inglese un nome comune, gli anglosassoni lo hanno soprannominato amichevolmente “Tropi”; quindi noi possiamo tranquillamente chiamarlo Tropilo.
La prima cosa da sapere è che il Tropilo non è uno solo, ma esistono quattro specie, di cui le principali sono due: Tropilaelaps clareae e Tropilaelaps mercedesae.
Entrambe sono in grado di causare gravi danni alle colonie di api mellifere. Simile alla varroa, il Tropilo si nutre dell’emolinfa delle larve e delle pupe, debilitandole e provocando deformazioni nelle api adulte.
Tuttavia, si riproduce a una velocità ancora maggiore rispetto alla varroa e può portare al collasso delle colonie molto più rapidamente. Originari dell’Asia, questi acari rappresentano una minaccia emergente per le api mellifere e possono diffondersi con conseguenze devastanti anche in altre parti del mondo. La loro rapidità di riproduzione e il loro effetto distruttivo sulle colonie richiedono grande attenzione e prevenzione da parte degli apicoltori.
Ciclo vitale e comportamento del Tropilo
Il ciclo vitale del Tropilo è strettamente legato a quello delle api, poiché l’acaro si riproduce solo all’interno della covata. A differenza della varroa, il Tropilo trascorre pochissimo tempo sulle api adulte e si sposta rapidamente da un’ape all’altra all’interno dell’alveare. Questo comportamento lo rende particolarmente difficile da controllare.
Quanto può sopravvivere il Tropilo sulle api adulte?
Il Tropilaelaps non può sopravvivere a lungo sulle api adulte: senza poter accedere alla covata per nutrirsi, muore in non più di 2 giorni. Questo avviene perché, a differenza della varroa, non riesce a nutrirsi efficacemente dell’emolinfa delle api adulte. Questa caratteristica rende il blocco della covata una strategia particolarmente efficace per contrastare il Tropilo, interrompendo il suo ciclo vita
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