
Cronaca semiseria di un saccheggio imminente
Caldo pomeriggio di fine estate, non si trova una goccia di nettare neanche a pagamento. Api nervose che non sanno dove andare a sbattere le ali… unica soluzione plausibile: saccheggiare un alveare possibilmente con abbastanza miele e non troppo popoloso.
La cosa è fattibile e facile soprattutto perché l’assetto dell’apiario, con la sua innaturale densità di colonie, agevola l’impresa. Quindi qualcuno darà le mazzate e qualcun altro dovrà pararle.
Le api che meglio esprimono il comportamento di difesa sono le guardiane che, al contrario delle altre specie sociali nelle quali gli individui che svolgono il compito di
guardia sono altamente specializzati e morfologicamente distinguibili, sono identiche alle altre; inoltre la difesa del nido è un comportamento transitorio che spesso si sovrappone ad altri compiti, in particolare alla bottinatura.
Di conseguenza l’età delle guardiane è molto variabile. Non appena un’ape atterra in prossimità dell’ingresso, la guardiana rapidamente si avvicina e senza perdere tempo verifica, attraverso i sensori olfattivi delle antenne, se appartiene alla colonia attraverso l’analisi del suo profilo cuticolare.
Sostanzialmente un check point. I segnali che definiscono il profilo cuticolare hanno sia una componente ambientale che una componente genetica, acquisiti
all’interno dell’alveare attraverso la cera che compone i favi.
È interessante evidenziare come le api emergenti, che non hanno ancora un profilo cuticolare definito, siano protette dall’espulsione dall’alveare durante il periodo di tempo necessario ad acquisire un proprio odore. Menomale!
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