Api nell’identificazione di malattie – Apiterapia

di Aristide Colonna e Beti Piotto

Esistono nasi elettronici, detti E-NOSE (figura 1), e altri tipi di apparecchiature
per il rilevamento degli odori (inclusi quelli legati a malattie), ma al momento questi non riescono a individuare ciò che invece sono in grado di riconoscere le api mellifere e altri animali, in particolare i cani.

Quando si tratta di odori, alcuni esseri vivi possono distinguere tra miscele molto simili, cosa che i sensori prodotti dall’ingegneria non fanno con elevata perfezione.

È noto che le api hanno un acuto senso dell’olfatto e possono rilevare un’ampia
varietà di odori anche a bassissime concentrazioni. D’altronde l’odore è una componente importante della comunicazione di molte specie di insetti: per loro è una vera e propria lingua (figura 2).

L’alito umano contiene odori (biomarcatori) che possono essere impiegati per la diagnosi precoce di una malattia; in questo senso le capacità delle api sono di grande utilità per gli umani.

Che le api potessero identificare malattie umane si era capito da tempo tant’è che già nel 2013 erano stati disegnati da Susana Soares una serie di strumenti diagnostici in vetro a doppia camera che incorporano api mellifere appositamente addestrate per individuare segni di malattie nell’alito di un paziente (figura 3).

Le api possono identificare campioni infetti da COVID 19

Le api possono rilevare composti volatili con una sensibilità eccezionale, basti pensare che individuano fiori a chilometri di distanza. Come i cani, sono in grado di imparare a individuare composti organici volatili (COV) e odori peculiari in seguito a istruzione.

Il lavoro congiunto della start-up InsectSense, che si occupa di tecnologie biomimetiche, e dell’Università di Wageningen (Olanda), è riuscito nell’addestrare
le api ad allungare la ligula quando sentono l’odore determinato dal virus che provoca il COVID 19. Come altre malattie, il COVID 19 determina cambiamenti
metabolici che provocano un odore specifico.

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