Coerenza genetica negli apiari – Allevamento e selezione

di Carlo Turturiello

Il modello di gestione adottato da un’azienda professionale per un’apicoltura consapevole

Con la parola “uniforme”, si identifica qualcosa di uguale, che non presenta irregolarità.

Mi sono spesso scontrato con questa parola, specie se guardo le mie arnie usate, acquistate parecchi anni fa, che erano state prodotte da diversi costruttori.

Altra cosa è invece pensare alla parola “uniforme” in relazione alle api dal punto di vista comportamentale. Le api mellifere, sono un organismo sociale con una genetica peculiare: infatti le femmine (le regine e le operaie) sono diploidi mentre i maschi (i fuchi) sono aploidi.

La regina accoppiandosi con numerosi fuchi (poliandria) introduce nella stessa colonia un elevato grado di variabilità genetica, che certamente per alcuni aspetti, come la necessità di una risposta differente a uno stress, rappresenta un vantaggio.

Per altri aspetti l’accoppiamento della regina con numerosi fuchi complica di molto le pratiche di selezione dei caratteri più utili e ricercati dall’apicoltore, che sia da reddito o per hobby, tra cui la produzione, la docilità e la resistenza alle patologie.

E quindi? uniformare?

L’obiettivo non è quello di eliminare totalmente la diversità, ma di stabilizzare e
diffondere caratteri desiderati, portando l’allevamento verso una prevedibilità, una sanità e un’efficienza maggiori

Mi sono chiesto in questi anni, quali siano stati effettivamente per me i vantaggi di questa continua ricerca di uniformità, che ha avuto come obiettivo quello di diffondere nei miei apiari, in maniera omogenea, linee genetiche di caratteri desiderati.

I vantaggi, che ho ottenuto, sono:

  • maggior produzione di miele (soprattutto una media produttiva uniforme) misurabile molto facilmente;
  • tendenza alla sciamatura uniforme;
  • docilità: lavorare con api tranquille e gestibili velocizza di molto le operazioni di controllo, specie in fase di ricerca della regina per i blocchi di covata;
  • standardizzazione: avere colonie con un ciclo di sviluppo e un comportamento omogenei riduce i controlli necessari e permette di applicare protocolli di
    gestione (trattamenti, nutrizione, controllo sciamatura ecc…) in modo uniforme ed efficace su tutte le famiglie, ottimizzando tempi e costi;
  • maggiore resistenza alle patologie (igienicità e tolleranza alla varroa).

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