Come addolcire la vita… almeno a loro! – Tecnica apistica

di Carlo Turturiello

Noi e le nostre api stiamo vivendo un cambio senza precedenti di: clima, vegetazione, fioriture, ambiente e di produzioni (sic!) apistiche. Cercare di farvi fronte implica un non scontato e semplice adeguamento di mentalità e procedure ma anche di attrezzature. Il racconto di come mi sono attrezzato per la oramai sempre più frequente e indispensabile nutrizione

Sono – relativamente – giovane ho una bella famiglia e tre magnifici figli. Lʼapicoltura è per me una grande passione, che mi ha richiesto e impone il massimo impegno di: testa, curiosità, riflessione, energie per informarmi e conoscere, ore di lavoro e fatica. Grazie a una sana collaborazione con un altro apicoltore, sono riuscito a porre le basi per unʼazienda apistica focalizzata sulla produzione di mieli allʼingrosso, ed essere socio di Conapi è stato per me un primo prerequisito; qualificare e collocare al meglio i miei prodotti apistici come parte di un progetto collettivo sta già dando risultati, e assai concreti riscontri.

Parte degli investimenti si sono poi focalizzati su un altro sogno: far crescere lʼallevamento per la riproduzione di regine per autoconsumo… Poi chissà pure una selezione, che risponda alle caratteristiche che mi piacciono. Certo è che mi sono trovato a cercare di costruire la mia dimensione professionale apistica nel peggiore dei momenti. Fino a non molti anni indietro, nei miei primi tempi di apicoltura, le nutrizioni erano indispensabili o anche semplicemente utili solo in casi sporadici. Lʼimpoverimento delle campagne e lʼestremizzazione delle manifestazioni
climatiche ci richiedono invece ora, con frequenza, di poter
nutrire in modo adeguato e veloce.

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