
Un metodo che a me ha dato soddisfazioni e risultati
Essere capaci di ottenere alte percentuali di accettazione delle larve innestate costituisce il passaporto per avere successo nella produzione di api regine e di pappa reale: se non si è in grado di avere tante celle reali o tante regine vergini tutto il resto del lavoro e dello sforzo è vanificato.
Chi si è avventurato nella materia senza la dovuta preparazione, come è successo anche a chi scrive, ha potuto sicuramente constatare quanto sia difficile e aleatorio ottenere una discreta accettazione degli innesti: innestare larve e, nel migliore dei casi, vederne accettate solo alcune, è alquanto sconsolante.
La teoria è facile da comprendere, ma poi è difficile metterla in pratica perché richiede accorgimenti che possono essere appresi solo con l’esperienza.
Il metodo descritto in questo articolo (tratto dal libro che ho scritto “Il mio metodo di allevamento delle regine”) si basa su un sistema che si può definire, a buona ragione, inedito e insieme facile.
Tutto si basa su un tipo di struttura su cui si inseriscono le larve innestate: invece del classico telaino porta stecche, che tutti conoscono, si utilizza una semplice stecca di legno, un “finto coprifavo”, su cui si appongono affiancate, una o più stecche di cupolini contenenti le larve.
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