
Con un approccio attento e responsabile, possiamo gestire la sciamatura in modo efficace, garantendo la salute delle colonie e la continuità delle nostre attività apistiche
Per prevenire o controllare la sciamatura l’apicoltore può agire principalmente sui fattori interni della colonia. La prevenzione consiste nel tenere a bada il desiderio di sciamare di una colonia.
Ispezionare settimanalmente gli alveari durante i periodi di alta attività (primavera e inizio estate) è fondamentale per capire quando l’impulso sciamatorio potrebbe iniziare.
Inoltre, attraverso le visite si potrà valutare quali colonie sono più soggette a tale fenomeno e quali ne sono sprovviste, e magari si potranno effettuare altre operazioni del periodo (livellamenti, posa melari, ecc.).
Aumentare lo spazio
Fornire più spazio aggiungendo favi o melari, evitando che la colonia si senta sovrappopolata, impedisce alle famiglie di avvertire situazioni di sovraffollamento che spesso determinano la produzione di celle reali e quindi l’inizio di una febbre sciamatoria. Non è un’operazione da fare alla leggera perché cali termici notturni e ritorni di freddo potrebbero compromettere la salute di una colonia in accrescimento.
Favo a fuco indicatore
Come favo a fuco si può utilizzare un foglio cereo apposito prestampato, un favo da melario con foglio cereo parziale o un semplice favo da melario. Si può valutare l’impulso sciamatorio in poche mosse: dato il ridotto numero di favi, la colonia tenderà a dedicare più spazio alla covata nel nido, collocando il miele nel melario, mentre la covata a fuco sarà quasi esclusivamente presente nel favo dedicato.
Se la regina avrà una grande spinta nella deposizione, il favo a fuco sarà sempre occupato da covata maschile, indice di una bassa volontà di sciamare. Al contrario, se il favo a fuco presenterà poca covata maschile, polline, nettare o addirittura celle reali, saremo di fronte a una colonia in febbre sciamatoria e si dovrà intraprendere l’operazione di scellatura.
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