Con inverni più miti l’apicoltura deve adattarsi: il progetto “Apinverno” esplora nuove strategie per trattamenti efficaci nonostante i cambiamenti climatici – Sanità apistica

di Eleonora Bassi, Massimiliano Gotti, Giovanni Guido e Michele Tagliabue

Con inverni più miti l’apicoltura deve adattarsi: il progetto “Apinverno” esplora nuove strategie per trattamenti efficaci nonostante i cambiamenti climatici

Nel 2017 è cominciata una fitta collaborazione tra tecnici, ricercatori e apicoltori, francesi e italiani, grazie all’approvazione di un progetto finanziato dal Programma europeo di cooperazione transfrontaliera per il territorio alpino tra Francia e Italia (Programma Interreg – Alcotra).

Il progetto si chiamava Innov’api e ha permesso di seguire 390 alveari per tre anni in modo da verificare l’impatto di due tipologie di trattamenti estivi (uno biologico e uno convenzionale) sulla popolazione degli alveari, sulla loro sopravvivenza, sull’infestazione di varroa, sulle produzioni e sulla distribuzione e la carica virale.

I risultati del progetto sono stati già pubblicati su questa rivista (vedi l’apis n. 2-2022 e n. 4-2022).

Particolarmente interessante è stato misurare l’effetto di un trattamento invernale mal riuscito sulla sanità e sulla performance degli alveari durante tutta la stagione
successiva. Il trattamento invernale non aveva avuto l’efficacia sperata perché, probabilmente, al momento della somministrazione del farmaco a base di acido
ossalico, gli alveari non erano in completo blocco di covata.

Il risultato è stato un incremento deciso dell’infestazione della varroa fino al momento del trattamento estivo (figura 1).

Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!