Condivisione dell’habitat tra api allevate e impollinatori selvatici – Api e Impollinatori selvatici

di Daniele Alberoni, Anna Ganapini, Flavia Victoria Hayes,
Francesco Panella, Claudio Porrini e Fabio Sgolastra

L’impollinazione è uno dei servizi eco-sistemici più importanti del pianeta. È essenziale incrementare e incentivare il reinsediamento di variegate risorse alimentari per tutti gli impollinatori, in modo da limitare o annullare la competizione interspecifica, in particolar modo negli agro-ecosistemi. L’apicoltura in particolare è chiamata direttamente in causa e può dare un importante contributo per la tutela dell’ecosistema e di tutte le specie di insetti impollinatori

Premessa

Fino a pochi decenni or sono, l’attività agricola prevedeva colture differenti e variegate, caratterizzate dalla successione di periodi vegetativi e da floride fioriture. Non esistevano diserbi e la varietà e la scalarità nel periodo di fioritura favorivano la sopravvivenza di molte specie di insetti, tra cui gli impollinatori (Grab et al., 2017).

A seguito delle innovazioni nelle tecniche agronomiche e dell’intensificazione produttiva, gran parte delle aree agricole sono state radicalmente trasformate e uniformate, favorendo le monocolture, a scapito dell’accessibilità e della fruibilità agli impollinatori (Hepburn et al., 2011, p. 233).

Inoltre, indispensabili ed estese fonti di approvvigionamento alimentare per gli impollinatori sono state compromesse da innovative tecniche colturali e dalla selezione varietale di cultivar di recente introduzione, come il girasole ibrido alto oleico, la colza ibrida e diversi fruttiferi autoimpollinanti, caratterizzati dalla scarsa, se non nulla, produzione di nettare e polline. Comportano un inarrestabile e sempre più nefasto impatto sulla sopravvivenza degli impollinatori anche il maggior consumo di suolo, l’incremento esponenziale di input energetici, in particolare da fonti fossili, e il crescente utilizzo e spandimento di biocidi e pesticidi (Grab et al., 2017).

Inoltre, la frequente frammentazione degli habitat naturali e delle zone limitrofe a loro volta omogenee possono determinare una drammatica carenza di disponibilità alimentare (Garibaldi et al., 2011, p. 1063). A complicare tale scenario, il riscaldamento globale sta radicalmente trasformando i territori e le stagioni con gravi ricadute negative sugli stessi insetti pronubi.

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