Fare la stagione apistica in Danimarca – Apicoltura nel mondo

di Sara Oldani

Incontriamo Simone, apicoltore italiano con diverse esperienze internazionali, che ora lavora stabilmente in un’azienda apistica danese. Ci parlerà delle tecniche per prevenire la sciamatura, di regine, del servizio di impollinazione che in Danimarca dà un reddito importante, e di quali sono le sfide quotidiane di chi
lavora con oltre mille alveari sparsi tra fiordi e campi di colza

Prima di cominciare parlaci un po’ di te

Ho 37 anni, sono appassionato di apicoltura, mi piace fare esperienze molto formative e intense. Dopo aver fatto alcune stagioni in Australia, piu precisamente in
Western Australia nella zona di Swan river, da 3 anni lavoro in un’azienda apistica di 1.300 alveari nello Sjælland. Addentriamoci un po’ nella parte tecnica, per iniziare vorrei chiederti qualche dettaglio sulle arnie che utilizzate

Le principali arnie utilizzate in Danimarca sono le NORSK Mål, dette “norvegesi”, con fondo mobile, interamente in polistirolo (sia il fondo con griglia che il tetto), con telaini della lunghezza di 36,6 cm e altezza di 26 cm auto-distanziati. È comune anche l’utilizzo di arnie TOLV-TI 12×10 pollici.

In queste arnie non esiste distinzione tra nido e melario. Questo significa che lavoriamo sempre con telai di dimensione da nido. È un sistema molto pratico perché permette grande flessibilità.

A differenza dell’Italia le arnie in legno sono diventate rare, soprattutto per una questione di peso e praticità. Gli alveari vengono posizionati su bancali progettati per ospitarne 4, con gli ingressi orientati in direzioni diverse per ridurre il rischio di deriva.

Inoltre, visto che qui il vento è spesso molto forte, gli alveari vengono sempre cinghiati al bancale: lasciare i tetti liberi è praticamente impossibile, con il rischio
concreto che gli alveari si ribaltino nelle giornate più burrascose.

Interessante. Se si pensa alla Danimarca si pensa al freddo… raccontami com’è la
gestione delle famiglie in primavera e come affrontate la sciamatura

Una cosa che a me ha stupito molto qui in Danimarca quanto tardi arrivi la primavera (tranquillamente potrebbe nevischiare a Pasqua) ma poi è una botta,
cioè le fioriture esplodono tutte insieme. Dal punto di vista paesaggistico è bellissimo. È bellissimo da vedere ed effettivamente rispetto all’Italia (dove c’è
una crescita del numero di api molto graduale) qui lo sviluppo da glomere invernale (appena un po’ più schiuso con le api che cominciano a girare) a alveare pieno su dieci favi è un po’ scioccante.

Le famiglie esplodono nel giro di due-tre settimane. Con la fine di aprile, lavoriamo sul controllo della covata. Cerchiamo di fare un po’ all’italiana lavorando su un
minimo di equilibratura tra gli alveari (spostando un po’ di covata) anche se qui non è che interessi tanto, visto l’elevato numero di alveari. Insomma è tutto un
po’ veloce e meno preciso.

Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!