
Eventi come le giornate di studio di Aissa, che si sono svolte a Roma il 24 e 25 novembre, sono la dimostrazione tangibile che gli apicoltori sono esseri sociali, seppur non altamente sociali come le api; la loro socialità si esprime attraverso la forte necessità di condividere esperienze e sapere.
La qualità dei contenuti di queste giornate è, senza ombra di dubbio, estremamente alta e l’aspetto scientifico è ben bilanciato da quello tecnico e pratico.
Taglio pratico
Un taglio nettamente pratico è stato dato dalle esperienze aziendali riportate dalla giovane Gina De Maria, apicoltrice campana di seconda generazione che si classifica prima tra i relatori con i suoi 2000 nuclei di fecondazione, dal corregionale Alessandro Sciarillo che gestisce 500 colonie e 1000 apidea e dal piemontese Luca Magnone, allievo di Giacomo Acerbi, che si classifica al secondo posto, con i suoi 1500 apidea.
Tutti hanno condiviso le loro modalità di lavoro rispetto a innesti programmati, organizzazione di calendari, gestione dei locali, delle incubatrici e delle spedizioni.
Il dialogo si è aperto a diverse domande come ad esempio: “Come si fa, se nel cuore della notte, va via la corrente e l’incubatrice rischia di non mantenere la temperatura ideale di allevamento?”.
A questo particolare quesito si sono sciorinate soluzioni che spaziano dall’altamente tecnologico all’altamente ingegnoso; l’espediente migliore, e forse più efficace, è quello di mettere un allarme direttamente in camera da letto.
Articolo presente sul n.3-2026.
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