
Con i ragazzi parliamo di “superpoteri” degli apoidei perché così è facile per loro entrare nel fantastico mondo degli imenotteri.
Un mondo di cui ogni giorno viene svelata una nuova peculiarità che ci porta a pensare che “superpoteri” è, in fondo, la parola giusta.
Proponiamo, quindi, alcuni aspetti sorprendenti che attirano le ricerche scientifiche nel campo delle capacità cognitive di api e bombi.
Api mellifere e bombi
Alcune specie di Bombus hanno esigenze ecologiche e comportamenti simili ad Apis mellifera ma, in termini relativi, hanno dimensioni ben maggiori. È proprio per questo motivo che numerosi studi sulle capacità cognitive degli imenotteri si sono focalizzati sui bombi (Chittka 2023), senza comunque trascurare le api mellifere.
I bombi sono creature di facile gestione nelle prove sperimentali, anche quando debbono “indossare” un apparecchio trasmettitore difficilmente collocabile sul torace di unʼape.
Per quanto i bombi, circa 250 specie, siano parenti stretti delle api mellifere, hanno un ciclo riproduttivo diverso: a fine estate alcune femmine vengono allevate per divenire regine, allʼinizio dellʼautunno le nuove regine si accoppiano, mentre i maschi, le operaie e la vecchia regina muoiono.
Le nuove regine, già feconde, cercano un riparo per i mesi freddi in modo da poter ripetere il ciclo attraverso la formazione di una nuova famiglia in primavera. Per i bombi la vita riparte perciò dallʼindividuo fondamentale: la regina feconda.
Pochissimi neuroni per un cervello eccezionale
Sorprende che le singolari abilità delle api non possano essere attribuite al loro numero di neuroni perché questi sono davvero pochi (un milione), non solo rispetto a quelli degli umani (10 miliardi) ma modici anche quando si confrontano ai neuroni di altri insetti.
È perciò molto probabile che la scarsità di neuroni sia compensata con una loro eccezionale funzionalità. Il cervello di unʼape operaia (Apis mellifera) pesa in media 2 mg mentre nel genere Bombus varia tra 2 e 3 mg, nellʼuomo il peso è di 1300 g circa.
Vale la pena insistere: nonostante un cervello leggerissimo e povero di neuroni, api e bombi sono in grado di svolgere compiti di apprendimento molto complessi. Non si può ignorare il fatto che il corpo delle api e la sua fisiologia siano un capolavoro dellʼevoluzione.
Ogni cosa va fatta al momento giusto per evitare sprechi di energia: la produzione di cera, ad esempio, avviene tra il decimo ed il diciottesimo giorno mentre lʼape che uscirà dallʼalveare a bottinare a “ultimo momento” potenzia lʼattività dei circuiti neuronali per una migliore ricognizione del territorio ed incrementa la produzione di veleno, indispensabile per la sua difesa.
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