
Nuova puntata dell’approfondimento di l’apis sulla produzione e sulla commercializzazione del polline. In questo articolo si parla dell’evoluzione, negli anni, dei materiali e le tecniche, per arrivare a una sempre più professionale produzione e qualità
INTRODUZIONE
Il polline raccolto dalle api è un prodotto di altissima qualità nutrizionale tanto per le api, per le quali rappresenta l’unico apporto proteico, quanto per noi umani, grazie alla sua ricchezza in amminoacidi, ma anche vitamine, oligoelementi, enzimi, ormoni, fattori antibiotici e sali minerali.
Nell’ambito dell’azienda apistica, che da ormai una decina d’anni deve fronteggiare crescenti e svariate difficoltà, la raccolta del polline da destinare al consumo umano può rappresentare una valida opzione di differenziazione produttiva e di offerta commerciale.
Facciamo dunque il punto di come si sono evolute negli ultimi 10 anni e di come si sono attrezzate le aziende apistiche professionali produttrici di polline.
LA RACCOLTA
a) Tipo di trappola
La trappola frontale, rispetto a quella ventrale, con il tempo ha incontrato la preferenza di buona parte degli apicoltori dediti alla raccolta del polline. I modelli
reperibili in commercio sono adatti sia per arnie dotate di portichetto, che per arnie a cubo, alle quali vengono agganciate davanti al predellino mediante sistemi a baionetta.
I principali punti di forza delle trappole frontali possiamo così riassumerli:
- facile installazione. Può essere montata e rimossa con estrema facilità e velocità, senza necessità di movimentare l’arnia, come, ad esempio, nei
casi di criticità nella famiglia (covata calcificata, sciamatura, sostituzione regina, ecc…). - Dotazione mobile dell’arnia, non appesantisce i volumi dell’arnia quando non è richiesto il suo impiego, aspetto questo particolarmente apprezzato durante le fasi di trasporto.
- Costo relativamente più contenuto rispetto alla trappola ventrale, in quanto richiede minor materiale per costruirla.
b) Griglia cattura polline
La griglia dotata di fori calibrati rappresenta l’elemento di ingresso attraverso cui si obbligano le api a passare per entrare nell’alveare. La forma rotonda dei fori (diametro 5 mm) è quella ormai affermatasi nel tempo, mentre sul numero delle file dei fori la maggior parte delle trappole oggi in commercio ne presenta un numero limitato, generalmente 3.
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