Mille volti e mille ruoli del polline – I prodotti delle api

di Aristide Colonna e Beti Piotto (Associazione Italiana Apiterapia)

Composizione, coevoluzione con le api, perché è utile alle piante e agli impollinatori, allergie, quanto ne raccolgono, come lo conservano, cosa ci dice la sua presenza

Che cos’è il polline
Il polline che vediamo nei fiori, una sorta di polvere generalmente gialla, è, in realtà, una moltitudine di granuli microscopici di polline contenuti nei sacchi delle antere dei fiori (sacchi pollinici).

Questi granuli sono le cellule riproduttrici maschili della pianta, importanti per le specie che si avvalgono degli insetti per veicolare il polline (specie entomofile). Tali cellule sono condotte verso gli organi femminili di un altro fiore della stessa specie
che è il passaggio indispensabile per la fecondazione, per la formazione di semi e quindi per la riproduzione della specie.

Quando l’agente impollinatore è un animale, ad esempio insetti, mammiferi, uccelli,
si parla genericamente di impollinazione zoofila. L’interazione tra piante con fiori vistosi e animali impollinatori, infatti, è un modello fondamentale per gli ecosistemi di quella che viene chiamata la “coevoluzione”, vale a dire il processo per cui due
specie distinte di una stessa comunità influenzano vicendevolmente l’evoluzione l’una dell’altra.

La fecondazione incrociata
Un elevato numero di specie vegetali ha bisogno di fecondazione incrociata, ovvero necessita del polline di un fiore della stessa specie ma appartenente a una pianta diversa. Come sappiamo, la fecondazione incrociata è possibile grazie al trasporto di polline di fiore in fiore, trasporto svolto inconsapevolmente dagli impollinatori: in questo modo in moltissime specie vegetali questo servizio indispensabile consente la formazione di semi e frutti (quest’ultimi hanno la funzione di proteggere i semi, i veri organi di sopravvivenza).

Almeno 1500 tra specie e varietà coltivate di piante hanno assoluto bisogno del servizio d’impollinazione che svolgono gli insetti, e tra queste sono molte quelle che ci forniscono cibo. Anche l’80% delle piante spontanee dipendono all’impollinazione
operata principalmente da insetti.

La fecondazione incrociata, operata grazie agli impollinatori, favorisce la diversità genetica e quindi l’adattabilità a situazioni nuove e quindi l’evoluzione naturale.

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