
Gravi lacune normative preoccupano gli apicoltori
Le discussioni sulla proposta legislativa (5 luglio 2023) della Commissione Europea di deregolamentare i nuovi OGM, denominati “nuove tecniche genomiche” (NTG), sono state sospese per poter approfondire e meglio affrontare diverse serie problematiche.
Il 7 gennaio la Polonia, che detiene la Presidenza del Consiglio dell’UE per i primi sei mesi del 2025, ha sollecitato la riapertura dei negoziati con proprie proposte che purtroppo non risolvono gli aspetti più preoccupanti. Vediamo di cosa si tratta.
Già nel 2018, la Corte di Giustizia dell’UE ha sancito che le piante ottenute da mutagenesi specifica – e, per estensione, da altre nuove tecniche genomiche – devono essere considerate piante OGM a tutti gli effetti e non possono essere esentate dalle disposizioni della Direttiva europea sugli OGM 2001/18/CE, che includono controlli di sicurezza, fra cui valutazione dei rischi, sorveglianza, etichettatura e tracciabilità.
La necessità di attivare, per ogni singolo caso, procedure di valutazione dei rischi
viene altrettanto sottolineata dall’Ufficio federale tedesco per la conservazione della natura (Bundesamt für Naturschutz – BfN) che, in una recente pubblicazione, mette in guardia sui rischi che comporterebbe una deregolamentazione delle NGT.
Tale valutazione non è limitata alle coltivazioni ma include le piante selvatiche e le specie forestali.
Anche l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (ANSES) ha recentemente pubblicato un parere riguardante la proposta della Commissione europea di includere in una categoria (categoria 1) determinate piante NGT. Queste piante sarebbero in tal modo escluse dalla normativa sugli OGM.
Il rapporto dell’ANSES ribadisce che le NGT “possono portare a modifiche delle funzioni biologiche delle piante e che i rischi per la salute e l’ambiente non possono essere esclusi”.
Il parere, pubblicato il 6 marzo 2024, evidenzia che le proprietà delle piante NGT non possono essere assimilate a quelle delle piante provenienti da selezione convenzionale e chiede una procedura di valutazione dei rischi per ogni singolo caso.
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