
Introduzione
L’apicoltura sta cambiando e lo sta facendo molto più rapidamente di quanto ci saremmo aspettati.
Nel Nord Italia i flussi di nettare sono spesso inferiori alle attese e i “buchi” tra un raccolto e l’altro si rivelano sempre più numerosi e prolungati.
Risulta dunque sempre più usuale reagire a queste mancanze di cibo con preparati zuccherini quali candito e sciroppo, che hanno un effetto di contenimento della fame ma non vanno a sostituire il miele e le sue proprietà.
Sono in crescita, purtroppo, le segnalazioni di alveari che si spopolano o mostrano scarsa vitalità nel periodo estivo, nonostante siano stati regolarmente e attentamente nutriti durante i periodi di carenza alimentare.
La sensazione è che in stagioni particolarmente avare di risorse non bastino le nutrizioni di soccorso per garantire la salute delle api.
Di fronte a tali problematiche e alla difficoltà di sviluppare e mantenere api sane e longeve, ci è stata offerta l’opportunità di testare un nuovo prodotto inquadrato e registrato come mangime complementare per api.
Non ci siamo tirati indietro e abbiamo messo a disposizione alveari, esperienza e volontà di scoprire e migliorare le cose.
Il prodotto
Il prodotto che abbiamo testato è registrato come mangime complementare per api e presenta la seguente composizione:
- saccarosio;
- estratti vegetali, in particolare SCHISANDRA CHINENSIS;
- vitamine.
Modalità di utilizzo
La prassi indicata in etichetta prevede di sciogliere 80/100 g del mangime complementare in un litro d’acqua.
Applicare poi tramite gocciolamento distribuendo 10 ml della soluzione per ogni favo popolato da api; ripetere a cadenza settimanale per 3 applicazioni consecutive.
Il periodo di impiego consigliato va da inizio primavera a fine autunno con T > 10 °C. Da utilizzare in assenza di melario.
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