
Storie di allevatori di regine in prima linea contro i gruccioni
La vita dell’apicoltore somiglia a quella di un guerriero in un film: ogni giorno è un round, una battaglia da combattere.
Come Rocky sul ring o Il Gladiatore nell’arena, ci rialziamo dopo ogni colpo – varroa, caldo, burocrazia, predatori – con le ossa rotte ma con la stessa ostinata voglia di
continuare.
In apicoltura non esistono giorni facili, solo stagioni da vincere. Siamo un po’ come Rocky Balboa: stanchi di combattere, a volte, ma mai disposti a gettare la spugna.
Un’altra giornata da apicoltore volge al termine. Ho controllato alcuni apiari e, come spesso accade, ho chiuso il giro con telefonate a colleghi sparsi per l’Italia per un
confronto rapido.
Appena rientro, mia figlia – prima media – vuole ripassare geografia: “L’Italia è una penisola a forma di stivale, si distende nel Mar Mediterraneo quasi a collegare
l’Europa all’Africa ….. ecc… ecc…”. “Perfetto,” le dico, “vai così”.
Già, l’Italia è un corridoio naturale tra Europa e Nord Africa. Negli ultimi anni lo percorrono migliaia di gruccioni: tra marzo e aprile risalgono verso il cuore dell’Europa; tra agosto e settembre tornano a Sud in gran numero, oltre il Sahara.
Per ornitologi e appassionati è uno spettacolo bellissimo: livrea sgargiante e volo acrobatico.
Per noi apicoltori, soprattutto per chi alleva api regine, è spesso un dramma.
I gruccioni cacciano insetti in volo. Quando sorvolano aree con apiari, prendono api, fuchi e regine. Non cercano “la corona”: inseguono la preda più grande e
più lenta. Il fuco è un bersaglio facile; la regina, specie dopo l’accoppiamento, rallenta e diventa vulnerabile.
Da Nord a Sud, è un lamento continuo: produzioni di regine dimezzate, calendari stravolti, costi che lievitano. Non siamo soli: gli apicoltori del Sud della Spagna, della Grecia e di molte regioni europee vivono la stessa pressione.
Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!
