Sorriso smagliante – Quattro capriole di fumo

di Valentina Larcinese

Ma le api sorridono? E se sì, il loro è un sorriso smagliante?

La meccanica dell’apparato boccale delle api è molto diversa rispetto a quella della maggior parte degli esseri viventi che hanno una sola mascella mobile: le api dispongono addirittura di due mascelle mobili dette mandibole che, al contrario di come ci si potrebbe immaginare, non si muovono sopra e sotto ma lateralmente e all’indietro e all’infuori.

Sono attaccate nella parte terminale del labbro: una sorta di carter ampio e sottile che ha il delicato compito di proteggere le parti dell’apparato boccale quando
non sono utilizzate. Ogni mandibola è azionata da due muscoli.

Le mandibole proteggono, supportano e stabilizzano la ligula, la particolare (e pure abbastanza delicata) lingua flessibile delle api composta di più parti. Sebbene sembri liscia ed uniforme, la ligula ha una struttura piuttosto complessa composta da diverse parti. Può essere immaginata come un tubo al cui interno se ne trova un altro più sottile.

Quello esterno è utile per suggere una grande quantità di liquidi, acqua o miele, e risulta particolarmente utile durante un saccheggio, nei momenti immediatamente
precedenti la sciamatura o quando le api sono esposte agli impertinenti sbuffi di fumo degli apicoltori.

Il tubo più interno, invece, è utilizzato per suggere piccole quantità di liquido come ad esempio il nettare dei fiori. Questo tubicino ha una specie di cucchiaio peloso che
facilita l’aspirazione delle piccole gocce di nettare; la punta, ricoperta di peli, presenta dei recettori del gusto che permettono alle api di verificarne la bontà.

L’apparato boccale delle api, quando non è utilizzato, viene smantellato e rimontato al bisogno; ogni parte è ripiegata come una Z e riposta in una zona chiamata fossa proboscidale. E tutto questo marchingegno è molto bello, comodo e soprattutto funzionale.

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