Uganda la perla d’Africa – In viaggio

di Giuseppe Puglisi

L’apicoltura come attività e strumento per migliorare le persone
e le condizioni di vita nei Paesi in via di sviluppo

Il mio errare per l’Africa mi ha portato questa volta, con un paio di amici, fino in Uganda.

Loro sono stati impegnati a finire il grande murales della cattedrale di Moroto, mentre io sono stato prima nella zona centrale del paese ad Alito e poi a Moroto, capoluogo della Karamoja a Nord Est del Paese. Ad Alito sono stato presso
il centro di formazione “Alito Training Center” dell’ONG C&D (Africa Mission Cooperation and Developement) con sede centrale in Italia, a Piacenza.

Questa organizzazione nel 2016 ha trasformato una vecchia struttura, un lebbrosario per i bambini abbandonato dalle suore a seguito della guerra civile di
Koni, in un centro di formazione per giovani contadini dell’Uganda e ora anche per i rifugiati del Sud Sudan. Qui si insegna a coltivare la terra migliorando le tecniche di coltivazione locali, apportando fertilizzanti organici al suolo, utilizzando vari tipi di
sementi e applicando le rotazioni e consociazioni colturali più appropriate.

I tre dormitori possono ospitare fino a 150 ragazzi e/o ragazze per un periodo che può arrivare fino a sei mesi di corso. Oltre alla parte agricola il centro ha
anche un settore zootecnico con un allevamento di capre, una mandria di vacche, una porcilaia con scrofe e maiali all’ingrasso, galline ovaiole, oche e conigli.

Altre attività sono l’acquacoltura della tilapia (pesce tropicale) e i corsi di apicoltura con la presenza di una quindicina di arnie top bar, una arnia Langstroth e qualche
arnia locale ottenuta dal fusto scavato di una palma locale o un altro tipo di arnia locale ottenuto con l’uso dei rami intrecciati e del fango per formare un cilindro
lungo 150 cm circa e con diametro di una ventina di centimetri.

Tutte le arnie vengono piazzate sugli alberi o su delle panchette sperando che gli sciami selvatici le occupino. Questo metodo, per procurarsi delle famiglie nuove,
si utilizza in quasi tutti i Paesi africani.

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