Vorrei essere… un complottista – Api e ambiente

di Luca Bosco

Sono sempre più convinto che siano loro i più tenaci, irriducibili ottimisti esistenti al
mondo: i complottisti.

Essere convinti che ogni sciagura, tragedia e cataclisma sia il frutto di un piano studiato da unʼelite di esseri umani ai danni di miliardi di loro simili presuppone infatti unʼestrema fiducia nelle capacità umane.

Organizzare (e realizzare) pandemie, alluvioni e carestie non è infatti un gioco da ragazzi e richiede, come potete intuire, un enorme potere tecnologico sulla Natura.
Il complottista è assolutamente convinto che gli esseri umani, anche se a vantaggio di un piccolissimo gruppo, siano davvero riusciti ad ottenere il pieno controllo del pianeta, in ogni sua forma e in ogni sua forza.

Sotto questo aspetto il complottista è pienamente illuminista, anzi egli è un iper-illuminista: secondo lui lʼuomo ci è finalmente riuscito! Ha imposto la sua razionale volontà sul caos naturale!

A mio avviso, quindi, non bisogna lasciarsi ingannare dallʼapparente pessimismo, che vede nero dal mattino alla sera e che scova trame in ogni evento della vita: penso che quella del complottista sia più che altro frustrazione, profondo rammarico per non essere nel novero dei potenti.

Non è autentico pessimismo il suo e non temo di ribadirlo con convinzione: il complottista è un ottimista, magari un poʼ triste e arrabbiato, ma profondamente ottimista perché è convinto che se solo quel potere fosse messo al servizio dellʼintera umanità, la Natura con i suoi subdoli virus e il suo capriccioso clima non potrebbe nuocere mai più agli esseri umani.

In altre parole egli crede fermamente nellʼuomo, crede nella tecnologia e nel potere di questʼultima, crede davvero che le cose potrebbero andare bene (o benissimo) per tutti se solo quel gruppetto di egoisti fosse meno avaro.

Ebbene, a me basterebbe un granello di senape di questa fede per invernare serenamente le mie api in questo 2024, tranquillo che prima o poi si tornerà a far miele.

Da complottista penserei che gli strumenti ci sono per raddrizzare le stagioni apistiche e che basterebbe usarli bene, a vantaggio di tutti. Sarei inferocito
con i cinesi ovviamente, il capro espiatorio per eccellenza, provvidenzialmente troppo lontani per essere presi a ceffoni in faccia. Mi ritroverei quindi con un fantasma da malmenare a parole, digitate furiosamente a beneficio di apatici social media, e sarei comunque inferocito ma ottimista nel profondo. Lancerei tremende
maledizioni ma continuerei a credere!

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