
La nostra conoscenza degli impatti dei pesticidi sugli impollinatori è limitata, e spesso si concentra sugli effetti letali. Una nuova ricerca evidenzia che gli effetti subletali e combinati dei pesticidi sono però frequenti e possono causare impatti deleteri anche a lungo termine sugli insetti impollinatori. Questo lavoro scientifico chiarisce l’importanza di studiare i complessi effetti dei pesticidi sia per proteggere gli impollinatori che il nostro ambiente
È sabato mattina e ci aggiriamo, ancora un po’ assonnati, tra gli scaffali del supermercato.
Poche sono le cose da comprare per la settimana, ma di certo non possono mancare frutta e verdura. La scelta è ampia e – a dispetto della stagionalità – pomodori, mele, pere, zucchine e tanto altro ci invitano ad allungare la mano.
Tutta questa varietà ha però un unico comune denominatore, come ben sapete, che è il lavoro incessante e certosino degli insetti impollinatori che sopra ogni cosa preservano e incrementano la biodiversità del nostro pianeta.
Purtroppo, però – e anche questo lo sapete bene – negli anni recenti gli insetti impollinatori stanno acendo fronte ad un declino senza precedenti.
Ora è bene affrontare di petto l’elefante nella stanza perché il tempo va veloce, e le conseguenze della reale scomparsa di queste piccole creature sono devastanti. Si stima infatti che alla scomparsa delle sole api si assocerebbe l’estinzione di circa un quarto della vita sulla Terra (Chapman, 2013).
Quando diciamo api, non parliamo solo del genere Apis (di cui fa parte l’ape da miele, quella che conosciamo meglio), ma delle ben 20.000 specie di api presenti al
mondo (Raine & Rundlöf, 2023).
Più in generale, si stima che la scomparsa degli insetti comporterebbe la drastica riduzione della popolazione umana a poche centinaia di migliaia di individui che sarebbero inoltre costretti a nutrirsi di soli cereali (Chapman, 2013).
Ma cosa sta succedendo? Ancora una volta, la causa di questo fenomeno non è semplice e univoca: gli animali, e con essi noi esseri umani e le api, sono esposti ad una molteplicità di stress, spesso contemporaneamente.
Uno dei fattori di stress che dipende maggiormente da noi esseri umani è l’utilizzo di pesticidi.
La commercializzazione dei pesticidi è ritenuta, spesso tutt’ora, l’unica soluzione efficace per il contenimento di organismi dannosi in agricoltura. Si è però gradualmente scoperto, da Rachel Carlson in poi (Primavera Silenziosa, 1962), che non erano i soli organismi “target”, ovvero quelli dannosi per le colture, ad essere danneggiati, bensì anche quelli benefici o “non target”, inclusi gli esseri umani, gli
uccelli, e altri insetti (per un focus sui meccanismi d’azione neurobiologici dei pesticidi potete anche fare riferimento all’articolo Nuvole bianche, pubblicato su l’apis n. 8/2023).
Da allora, ricercatori e professionisti cercano quotidianamente di studiare l’impatto di diverse sostanze in commercio sulla salute di individui e popolazioni di organismi che sarebbero da proteggere, con una grande attenzione agli impollinatori ed in particolar modo ad Apis mellifera.
Ma quali sono gli effetti causati dai pesticidi sugli impollinatori?
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