Covata a sacco (SBV): quando la larva si arrende prima del tempo – Pillole di Patologia Apistica

di Massimiliano Gotti

La patologia virale che inaugura l’inizio della primavera

La primavera è quella stagione in cui tutto si risveglia: le fioriture esplodono, le colonie accelerano, riparte l’allevamento della covata. Gli apicoltori aprono gli alveari e pensano: “Bene, si ricomincia!”.

Eh… sì. A volte si ricomincia, ma un po’ zoppicando.

Basta un occhio attento per riconoscerla: qualche opercolo forato, una celletta aperta, una larva distesa in un piccolo sacchetto trasparente, la cuticola non indurita come dovrebbe.

È la covata a sacco, o Sacbrood Virus (SBV): un virus primaverile che raramente manda in crisi la colonia, ma che racconta molto di ciò che sta succedendo
dentro l’alveare.

Ma che cos’è davvero il virus della covata a sacco (SBV)?

L’SBV è un patogeno che colpisce esclusivamente le larve di Apis mellifera, descritto in dettaglio da numerosi studi anche recenti (Li et al., 2019; Wei et al., 2022). Le api adulte non sviluppano la malattia: restano apparentemente sane, ma fungono da vettori efficienti, trasmettendo il virus attraverso la pappa larvale.

Il processo patologico è piuttosto lineare: SBV interrompe l’ultima muta larvale, impedendo il passaggio allo stadio di pupa. La larva resta bloccata, distesa nella celletta, avvolta da una cuticola che non si indurisce e che si trasforma in un sottile “sacchetto” traslucido.

Da questa caratteristica deriva il nome stesso della malattia.

Articolo presente sul n.2-2026.

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