
Specchio specchio delle mie brame
Nuove proteste degli agricoltori a Bruxelles si sono svolte il 18 dicembre 2025: circa
10.000 persone e 1.000 trattori hanno sfilato nelle strade attorno alle istituzioni europee.
Che cosa ha scatenato tutto ciò? Tra vari portatori di interesse, comunicati stampa e informazioni sul web, vi sono sicuramente giunte notizie sulle istanze espresse dalle principali organizzazioni di categoria agricole: forte contrarietà verso la rigida posizione della Commissione europea sui tagli al bilancio della futura PAC e sugli accordi commerciali tra UE e Mercosur, nonché la mancanza di soluzioni adeguate alla crisi strutturale del settore agricolo.
In questo articolo ci dedicheremo invece alla visione da parte ambientalista, certamente critica, ma da una prospettiva differente rispetto alla narrazione prevalente.
Breve e sintetico recap del 2025
- In febbraio la Commissione europea ha presentato la Visione del sistema agroalimentare europeo per il 2040 (vedi l’apis di aprile/maggio 2025) ignorando le strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, parti integranti del
Green Deal Europeo, il Patto Verde per l’Europa elaborato nel 2019. - A luglio la Commissione ha poi presentato le proprie proposte per la PAC 2028-2034 (vedi l’apis di settembre/ottobre 2025) caratterizzate dalla creazione di un “Fondo Unico” e dal taglio netto del 23% delle risorse economiche, in cui l’obiettivo di spesa ambientale è al 35% ma senza criteri vincolanti e target settoriali chiari.
- Dopo il ritiro nel 2024 della proposta di Regolamento europeo per l’uso sostenibile dei pesticidi, per la riduzione del 50% dei pesticidi entro il 2030, la Commissione ha proposto, nel 2025, la sostanziale liberalizzazione dell’uso dei pesticidi, riducendo drasticamente le tutele per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Il pacchetto “Omnibus” prevede l’estensione illimitata delle autorizzazioni per l’immissione sul mercato di tutti i pesticidi, biocidi e additivi mangimistici, e ne abolisce i limiti temporali.
- Attualmente la prima autorizzazione di un pesticida scade dopo 10 anni e il suo rinnovo, a seguito di riesame, dopo altri 15. Anche i rinnovi diventeranno permanenti e, in caso di divieto per rischi accertati, i pesticidi resteranno in circolazione fino a tre anni con il pretesto dello smaltimento delle scorte.
Articolo presente sul n.2-2026.
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