Dopo il blocco estivo serve un integratore proteico? – Sanità apistica

di Livio Colombari e Livilla Maggi

Valutazione dell’efficacia di una nutrizione estiva a base di un integratore proteico con aminoacidi e vitamine per api (il prodotto utilizzato ha come ingrediente primo la proteina grezza in misura del 13,5% sul prodotto tal quale e del circa 70% sulla sostanza secca) – Stagioni 2023-2024

Questa prova di campo di Apilombardia è stata condotta su due annualità consecutive, 2023 e 2024, nel periodo estivo con l’obiettivo di ottenere dati solidi e individuare con la maggiore precisione possibile il periodo più idoneo per l’impiego di una nutrizione proteica liquida commerciale destinata alle api quali supporto nutrizionale per affrontare periodi di stress, carenze o per stimolare la crescita e
la produttività della colonia.

Nella fattispecie abbiamo utilizzato tale prodotto per supplire l’assenza di polline naturale, nel periodo post sgabbio artificiale delle regine, condizione che può verificarsi in estate, soprattutto in quelle siccitose.

La fase successiva ai trattamenti per la varroa rappresenta sempre più, infatti, un momento cruciale nella gestione delle famiglie di api, soprattutto in funzione della preparazione all’invernamento; in particolar modo in seguito all’ingabbio delle regine la ripresa della deposizione e la disponibilità di risorse proteiche diventano fattori chiave per il ripristino della forza della colonia nonché per la formazione
di corpi grassi adeguati al superamento del periodo invernale.

Obiettivo della prova di campo

La prova è stata volta a verificare l’efficacia di una nutrizione estiva con un integratore alimentare proteico addizionato con aminoacidi e vitamine per
api in un apiario sottoposto a ingabbio estivo delle regine.
In particolare, si è voluto valutare:

  • la ripresa dell’attività ovideponente delle regine dopo l’ingabbio.
  • Le eventuali variazioni nella forza della famiglia (covata, api adulte, scorte).
  • L’andamento dell’infestazione da Varroa destructor: nella fattispecie abbiamo voluto valutare se una stimolazione proteica, potendo avere risvolti positivi sul corpo grasso delle api, potesse influenzare positivamente anche il tasso di riproduzione della varroa portando a una maggior concentrazione della stessa negli alveari.

Materiali e Metodi

Apiario associativo
La prova di campo è stata svolta presso l’apiario associativo di Torrazza Coste (PV), composto da 30 alveari gestiti in modo convenzionale, omogenei per forza, stato sanitario e storia produttiva.

L’apiario è stato suddiviso in due gruppi (15 alveari per gruppo) su base statistica, tenendo conto del livello d’infestazione da varroa (VEC) e della forza iniziale delle famiglie (Coleval solo covata e scorte) (fonte: Coleval INRA).

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