Il declino dell’apicoltura è parte della crisi dell’attuale modello agricolo – Api e agricoltura

di Giuseppe Cefalo

Le proposte di Unaapi sulla PAC, presentate da tempo, per il futuro dell’apicoltura.
Complementari e articolate nell’ambito dei due strumenti operativi della PAC: per un’agricoltura rispettosa degli impollinatori nel 1° Pilastro e per sostegni diretti ai produttori apistici nel 2° Pilastro

La programmazione della nuova Politica agricola comune (PAC) ha favorito un ampio dibattito tra gli eterogenei portatori di interesse del mondo agricolo, che ha coinvolto per la prima volta anche parte della società civile. Concepita con qualche diversità rispetto al passato, la PAC 2023-2027 sarà attuata in ogni Stato membro dell’Unione europea (Ue), secondo uno specifico Piano strategico nazionale (PSN). Unaapi ha colto da principio l’importanza della partecipazione fattiva del settore apistico alla progettazione del futuro contesto agricolo, quale opportunità per tentare di arrestare la crisi del modello agricolo attuale, acclarata dal declino di api e impollinatori, e per dare migliore e più adeguato sostegno all’apicoltura.

Dal Rapporto della Corte dei Conti europea, luglio 2020
Nonostante l’Iniziativa europea a favore degli impollinatori, avviata dalla Commissione europea nel 2018, e la Strategia dell’Ue sulla biodiversità fino al 2020, le politiche messe in atto dall’Ue non sono state in grado di arrestare il declino degli impollinatori.

Negli ultimi decenni, la quantità e la diversità di api e impollinatori selvatici (per esempio sirfidi, farfalle, falene e coleotteri) sono diminuite principalmente a causa dell’agricoltura intensiva e dell’uso di pesticidi. Di conseguenza, si riscontrano evidenti cali delle produzioni apistiche, complici anche i nefasti effetti del cambiamento climatico, estremamente evidenti nelle recenti stagioni. Di seguito analizzeremo gli aspetti che riteniamo più controllabili nel breve termine e sui quali possiamo incidere per migliorare le condizioni delle api e quindi dell’apicoltura, rimandando ad altra occasione un ragionamento intorno alla responsabilità dell’agricoltura su riscaldamento globale, emissione di gas serra e
cambiamento climatico.

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