Il nostro modo di fare nomadismo – Tecnica apistica

di Luigi Serra

40 anni di esperienza ci hanno portato a queste conclusioni, che vi raccontiamo nei dettagli

La conduzione nomade è in uso nella nostra azienda da metà anni ottanta.

Nasce principalmente dalla necessità di meccanizzare le operazioni di spostamento degli alveari, ponendo come obiettivi la riduzione della fatica fisica e dei costi di gestione, tenendo conto dell’esigenza di evitare rischi di danneggiamento alle famiglie di api nel corso delle operazioni di nomadismo.

Il sistema si compone di:

  • un autocarro con portata utile di 25 quintali, cassone con base in legno di dimensioni 220 centimetri di larghezza per 400 di lunghezza;
  • gru posizionata posteriormente in interno cassone, con portata di kg 1500 sottogru che si riduce a kg 250 alla distanza 5,60 metri (senza sfilo manuale, presente e utilizzabile per altri 160 centimetri ma con ulteriore perdita di portata), separata sul piano di carico da una spondina di sicurezza e protezione;
  • apiari composti da 50 alveari, assemblati in blocchi di 5 su supporti con base in ferro.

Queste soluzioni sono state adottate ponendo come finalità principali la semplicità e la sicurezza di utilizzo ed il contenimento dei costi di realizzazione e di gestione dell’intero sistema.

L’autocarro, Iveco 55F10 era già in azienda ed è stato accessoriato per il nomadismo con modifiche riguardanti:

  • il rapporto di trasmissione ridotto (conseguente minore velocità massima, ma notevole miglioramento di prestazioni a velocità minima su strade sterrate o particolarmente impegnative);
  • aggiunta di balestrini per migliorare le capacità di stabilizzazione nei trasporti a pieno carico su percorsi sconnessi;
  • maggiorazione del radiatore per evitare surriscaldamento del motore in percorsi impegnativi a pieno carico a bassa velocità;
  • protezioni retrocabina dimensionate per carico di due piani di arnie con melario;
  • fessure di areazione sulla spondina anteriore per aumentare la circolazione di aria all’interno del cassone durante i trasporti;
  • attacchi per fari supplementari per facilitare le operazioni notturne; contenitore supplementare di servizio con attrezzi utili in caso di problemi nei trasporti (ganci e cinghie di traino, ramponi da neve utilizzabili anche nel fango), gomme del tipo antineve/antifango a grande tassellatura.

La gru, montata posteriormente per aumentarne il raggio di azione, è stata scelta tenendo conto del peso dell’attrezzo stesso (conseguente riduzione di portata utile dell’autocarro) e della necessità di spostare agevolmente il più lontano possibile i gruppi di 5 alveari (peso medio calcolato non superiore a 250 kg). Se si dispone di buone postazioni, con terreno pianeggiante e sufficientemente libero da ostacoli, è possibile effettuare lo scarico di un intero apiario di 50 alveari senza alcun spostamento dell’autocarro.

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