
“Chi ben comincia è a metà dell’opera” è un detto universale che si applica perfettamente anche all’apicoltura. Iniziare la stagione al meglio non significa solo semplificare il lavoro, significa soprattutto gettare solide basi per affrontare l’annata senza brutte sorprese
L’uscita dall’inverno rappresenta un momento di transizione complesso per l’alveare.
Durante questo periodo, i segnali ambientali attivano una serie di meccanismi che regolano sia gli aspetti sociali della colonia che quelli individuali.
Per l’apicoltore, leggere correttamente questi segnali e intervenire in caso di difficoltà diventa essenziale. L’apicoltore deve essere bravo a leggere tali segnali e deve prontamente intervenire laddove le colonie si trovino in difficoltà nel reagire propriamente, sia a causa di una loro carenza, sia perché le condizioni meteorologiche non si rivelano idonee per il periodo.
Vediamo nel dettaglio come intervenire.
Fotoperiodo: l’influenza della luce sul metabolismo delle api
Il fotoperiodo, cioè la variazione della durata del giorno e della notte, è uno dei principali regolatori stagionali per le api. Esso influenza direttamente il metabolismo e il comportamento attraverso meccanismi ormonali e quando il fotoperiodo decresce si possono osservare fenomeni come la cannibalizzazione della covata, con le operaie che iniziano a eliminare uova e larve per ridurre il consumo energetico e la formazione del glomere anche a temperature ambientali relativamente alte. Quando il fotoperiodo aumenta avviene in egual misura un rilascio di ormoni che influenzano la maturazione comportamentale e la transizione verso il ruolo di bottinatrice delle api e un conseguente aumento dell’attività di volo, accorciando la fase di nutrice e velocizzando l’invecchiamento delle operaie. Si tratta di un parametro assolutamente da non sottovalutare, perché non è influenzato dal clima e dalla posizione degli alveari (se l’apiario non è esposto a ombreggiamento eccessivo).
Temperatura
La temperatura ambientale ha un ruolo importante nella regolazione del comportamento e della fisiologia delle colonie, sebbene agisca in stretta interazione con altri fattori. Con l’arrivo di temperature più miti si allenta la coesione della colonia finalizzata alla formazione del glomere, indipendentemente dalla lunghezza del giorno, e la covata riparte.
Disponibilità alimentari
La disponibilità di risorse alimentari ha un impatto diretto sulla transizione fisiologica delle colonie. In primavera, l’integrazione con alimenti proteici accelera la produzione di covata e l’attivazione delle ghiandole ipofaringee incaricate alla produzione della pappa reale che è l’alimento delle larve nei loro primi tre giorni di vita e dell’ape regina durante tutta la sua vita.
Metabolismo e segnali chimici: il linguaggio interno della colonia
La regolazione interna delle colonie è fortemente influenzata da feromoni rilasciati dalle larve, dalla covata e dalle bottinatrici. Le larve secernono un feromone che stimola le operaie a raccogliere polline, promuovendo l’allevamento della covata e l’attivazione delle ghiandole ipofaringee.
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