Il sogno nel cassetto – Fumo e leva

di Valentina Larcinese

È noto che i bombi e le api siano parenti. È anche noto che i bombi svernino in solitaria. Perché le api, nella loro storia evolutiva, hanno fatto una scelta totalmente differente per quanto riguarda l’invernamento?

Ci penso spesso a quanto sarebbe vantaggioso se le api avessero fatto la stessa scelta dei bombi invernando unicamente la regina. Sarebbe bellissimo, un vero sogno nel cassetto: gestione della varroa risolta insieme a quella dei trattamenti, zero problemi con le scorte e… il cassetto delle mutande del comodino riempito ordinatamente di regine ingabbiate! Stupefacente! Lo studioso Thomas Seleey, però, ha raccontato la scelta attuata dalle api sul modo di superare l’inverno riportandomi alla dura realtà; per fare questo ha utilizzato proprio un confronto tra i bombi e le api.

Le colonie di bombi sono fondate in primavera dalla sola regina, crescono impetuosamente in estate e si riproducono in estate inoltrata allevando individui riproduttivi solitari; le femmine che si accoppiano si invernano da sole. Le api, invece, creano nuove colonie ogni anno, mantengono un caldo microclima all’interno del nido durante l’inverno; il picco massimo di crescita si verifica al principio dell’estate e la riproduzione avviene attraverso la sciamatura.

Il sistema di sopravvivenza invernale dei bombi, sebbene molto più semplice rispetto a quello delle api, gli consente di sopravvivere agli inverni più proibitivi tant’è che il limite di sopravvivenza per i bombi si estende verso Nord per migliaia di km oltre quello delle api. Prova ne è che specie di bombi vivono anche nella tundra settentrionale del circolo polare artico.

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