L’ape e l’architettura – Novità dalla ricerca

di Daniele Besomi

Parte 2: Legno, favi, e coibentazione.
Nella prima parte di questo articolo (l’apis n° 8-2020) abbiamo discusso le ragioni che inducono a esaminare come la struttura dell’arnia determini il modo in cui le api recepiscono le condizioni esterne. Vediamo ora come la forma dell’arnia e i materiali di cui è costituita – il legno più o meno coibentato fornito dall’apicoltore, e i favi costruiti dalle api – modificano le fluttuazioni di temperatura e umidità che le api si troveranno poi a dover gestire.

Le fluttuazioni di temperatura di una tipica giornata invernale soleggiata

La figura 5 riporta l’andamento della temperatura esterna e di alcuni alveari in una tipica giornata invernale soleggiata (16 febbraio 2020). La linea nera rappresenta la temperatura esterna: da una minima notturna di circa 2°C, la temperatura sale al sorgere del sole (verso le 08:50) fino ai 10 °C
poco prima di mezzogiorno; poi un passaggio nuvoloso causa un leggero calo, al termine del quale la temperatura risale fino ad oltre 11 °C per poi iniziare a scendere gradualmente fino ai 4 °C registrati a mezzanotte.
Tra le arnie (i modelli esaminati sono descritti nella prima parte dell’articolo), ve n’è una che presenta fluttuazioni nettamente minori di quelle della temperatura esterna: si tratta della Warré coibentata (linea gialla), che reagisce con evidente ritardo rispetto alle variazioni esterne, perdendo molto meno calore di notte (la sua minima è di oltre 3 °C superiori alla minima notturna esterna) e acquisendone meno durante
il giorno. Un’arnia Warré a favo caldo, non coibentata, presenta fluttuazioni più o meno della stessa ampiezza della temperatura esterna (linea azzurra).

Una normale Dadant (linea verde) presenta fluttuazioni maggiori della temperatura esterna, scaldandosi durante il giorno 2-3 °C più dell’aria ma scendendo grossomodo allo stesso livello durante la notte. Tutte le arnie testate si situano entro questi estremi; come vedremo meglio in seguito, la loro posizione nello spettro, sia per l’ampiezza delle fluttuazioni che per il ritardo di reazione, dipende da tre fattori, in ordine di importanza:

1) il grado di coibentazione dell’arnia; 2) la sua forma; e 3) l’orientamento dei favi.

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