
Andamento in calo delle produzioni di mieli, necessarie riorganizzazioni aziendali, diversificazioni produttive fra cui… la produzione di sciami?
Amarcord
Anni ’80: ricordo ancora i sorrisi dei miei genitori al ritorno dalle api. Ne ho ancora memoria. Negli occhi quei bei melari grondanti dei diversi raccolti, prima di Sulla, poi di Girasole e infine di Millefiori.
Arnie cui pendevano enormi barbe ronzanti, anche dopo gli ultimi raccolti. Era la norma per la stagione. Che altro vuoi che si faccia con le api? Si produce! Costantemente e molto di più di oggi e, in più, con limitati investimenti. Con sforzi non eccessivi si gestivano famiglie che andavano a raccolto anche dopo aver sciamato persino 2 volte.
Certo i prezzi dei mieli erano tutt’altro che entusiasmanti, ma le spese generali e di gestione cantavano assai diversamente.
Ma oggi…
Negli ultimi anni il clima avverso è divenuto la costante. La flora boccheggia tra fenomeni estremi, le secrezioni nettarifere sono incerte e così le produzioni di mieli si sono ridotte drasticamente. Intanto però cresce la quantità di api variamente allevate così come il numero degli apicoltori.
Molti iniziano con qualche alveare e poi in breve arrivano a ritrovarsene “N”, alcuni peraltro “al nero”… ma questa è un’altra storia.
Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!
