Le “banche”: conserviamo le regine in modo intelligente – Tecnica apistica

di Davide Freddi

Uno strumento tecnico dalle molteplici applicazioni

La nostra associazione, in linea con i suoi principi e le sue finalità, organizza ogni anno due giornate di studio con lo scopo di fornire ai propri soci un’occasione formativa e di confronto sui temi di selezione e allevamento.

Durante questo evento, svoltosi nel 2024 a Roma nel mese di Dicembre, uno degli argomenti proposti è stato quello della conservazione delle regine.

Affrontato nella modalità interventi di esperienza aziendale e tavola rotonda successiva, questo argomento è risultato piuttosto coinvolgente per i soci presenti che hanno avuto modo di ascoltare le diverse esperienze ma anche di arricchire i colleghi presentando il proprio punto di vista, i propri successi e le proprie difficoltà riscontrati con questa pratica.

Ringrazio, personalmente e a nome di Aissa, tutti i soci che hanno partecipato attivamente alla discussione portando il loro contributo e i relatori Andrea Casaretto e Luca Bonizzoni per la presentazione delle loro esperienze aziendali.

Ciò che segue è una summa di parte dei contenuti che sono stati sviluppati.

Conservare api regine

Dover conservare le regine è un’eventualità che può presentarsi ad ogni apicoltore, di qualsiasi livello, orientamento e dimensione aziendale. Poterlo fare in maniera efficace ed efficiente è una opportunità.

La conservazione, permette ai colleghi allevatori di non dover interrompere i cicli di allevamento nei momenti di minor domanda e ad ogni apicoltore di poter avere sempre a disposizione api regine per l’utilizzo interno (utilizzandole quando ne hanno necessità e non solo nelle giornate immediatamente successive al loro arrivo). Una figata insomma!

Attenzione però: il fatto che si possano conservare con successo le regine NON DEVE sollevarci dal programmare la pianificazione delle operazioni in apiario che prevedono l’utilizzo di un certo numero di regine.

L’obiettivo può essere raggiunto in diverse maniere. Se il numero di regine da conservare non è alto, una delle opzioni è sostituire ciclicamente (all’incirca settimanalmente), le api accompagnatrici della regina, all’interno delle gabbiette, con nuove api giovani prelevate da altri alveari, rabboccando ogni volta il candito destinato all’alimentazione.

Sebbene alcuni potrebbero preoccuparsi di eventuali aggressioni da parte delle nuove accompagnatrici, non fatelo, nella pratica non avviene.

Ricordate di conservare le regine ingabbiate in un luogo asciutto, con temperature sufficienti e al riparo da luce diretta e attacco di formiche (ndr: non è un sistema valido solo per numeri limitati, alcuni esperti allevatori di regine con un comparto allevamento di dimensioni ragguardevoli utilizzano comunque questo sistema).

L’altra opzione è quella di costituire una “banca” delle regine. Cerchiamo di capire meglio cos’è e come funziona.

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