
Un sistema economico per ingabbiare su favo con un semplice escludi-regina di plastica
La nostra piccola azienda, denominata Florapi, è situata nel Lazio meridionale lungo la costa tirrenica e conduce circa 300 alveari e 200-250 nuclei.
L’ingabbiamento delle regine, soprattutto quello invernale, rappresenta un’importante tecnica apistica, ormai diventata imprescindibile per poter pulire dalla varroa le famiglie in modo adeguato, effettuando una sorta di “reset” in zone come le nostre dove il blocco di covata è nullo o molto breve, utilizzando prodotti antivarroa non residuali, come l’acido ossalico.
Mentre in inverno siamo molto soddisfatti dell’uso delle gabbiette “cinesi” posizionate al centro del glomere, non altrettanto si può dire per il loro utilizzo estivo, in quanto vi sono state annate in cui il tasso di mortalità in gabbia o di mancate riaccettazioni (anche di regine giovani) è risultato rilevante ed antieconomico.
Questo ci ha portato negli ultimi anni a optare per l’ingabbio su favo, azzerando totalmente i problemi dovuti alle mancate ri-accettazioni, in quanto la regina durante il confinamento continua a deporre tranquillamente e i suoi feromoni
insieme a quelli della sua covata continuano a diffondersi normalmente in tutto l’alveare.
Un altro punto a favore dell’ingabbio su favo rispetto alle gabbiette cinesi è connesso al fatto che le varroe non vanno tutte in fase foretica man mano che la covata si schiude, facendo così molti meno danni alle api adulte.
Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!
