Per un pugno di euro, ovvero chi è causa del suo mal… – Agricoltura e ambiente

di Luca Bosco

L’agricoltura è la principale causa dei suoi mali.

A dirlo non è l’apis (anche se l’apis lo dice da anni) ma l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA – European Environment Agency), nel report Solutions for restoring Europe’s agricultural ecosystems, pubblicato a Ottobre 2024; e l’affermazione non è “di stampo ideologico”, come ormai viene bollata ogni presa di posizione che sottolinei le enormi criticità del sistema produttivo agricolo europeo, ma basata su dati oggettivi raccolti dalla rete Eionet.

L’obiettivo della rete Eionet è quindi quello di fornire indicazioni ai cittadini e ai decisori politici sullo stato dell’ambiente e, di conseguenza, dell’impatto delle politiche ambientali introdotte.

Come dicevamo, nulla di ideologico. Perché sono i dati a dire che “l’intensificazione della produzione agricola ha portato alla perdita di biodiversità”, che “l’agricoltura è la principale fonte di pressione sugli habitat e sulle specie” e che “due terzi degli habitat semi-naturali che dipendono da pratiche agricole biodiversity-friendly sono classificati come in cattivo stato di conservazione”.

Siccome le produzioni agricole dipendono in toto dall’elevata biodiversità degli ambienti e dalla buona salute degli habitat semi-naturali e naturali, va da sé che se il sistema di produzione agricolo ha un impatto negativo su questi fattori la prima “vittima” sia l’agricoltura stessa: producendo in questo modo sta erodendo le proprie risorse produttive.

Non solo, perché sempre secondo i dati di Eionet il sistema produttivo agricolo è anche il principale “moltiplicatore” degli effetti del cambiamento climatico, in quanto opera compromettendo sistematicamente la capacità di sequestro dell’anidride carbonica da parte dell’ambiente (e del suolo in particolare), esercitando pressioni insostenibili sulle risorse idriche e alterando sistematicamente la resilienza dell’ecosistema, resilienza che si basa sulla biodiversità.

Altro che “custodi dell’ambiente”!
I dati raccolti dall’EEA smentiscono categoricamente la narrazione di chi in questi anni si schiera a parole, o per statuto, in difesa del mondo agricolo, narrazione che, sbandierando una presunta corrispondenza tra agricoltura e tutela dell’ambiente, si basa su (almeno) tre clamorose e pericolose fake news.

Non corrisponde infatti al vero l’affermazione secondo cui l’attuale sistema di produzione agricolo è l’unico in grado di sfamare gli europei e una popolazione umana in crescita; l’attuale sistema di produzione agricolo è anzi il migliore per condurre la popolazione europea e mondiale verso una sicura e drammatica crisi alimentare.

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