
All’associazione apistica Apas sono pervenute, negli ultimi anni e in maniera crescente, molte segnalazioni di danni continui e ingenti. Quanti danni? Dove?
A settembre 2024 è stato sottoposto ai soci Apas un questionario a cui hanno risposto 90 apicoltori, dichiarando una perdita totale di alveari superiore a 1600 unità. A questo impressionante dato bisogna aggiungere che i danni alle colonie non riguardano solo la morte di alcune di esse ma anche l’indebolimento delle restanti, causato dalla predazione delle bottinatrici e dalla riduzione dei voli da parte delle api; fattori che portano a costi supplementari per la nutrizione da parte delle aziende apistiche colpite.
Distribuzione
In base alle indicazioni raccolte nel corso degli anni e da quelle fornite dal questionario si può evincere che tutta la pianura campana e la fascia costiera, in particolare la provincia di Napoli e le aree limitrofe al comune di Caserta, sono zone dove il rischio che i calabroni orientali causino danni alle famiglie è molto alto. Il rischio si estende anche alla provincia di Salerno, alla piana del Sele e, per la prima volta, anche alle zone interne con segnalazioni di perdite di alveari nelle province di Benevento e Avellino.
In Campania il valore economico medio stabilito per ogni alveare è di 186 €, perciò è possibile stimare il danno delle sole colonie andate perse in oltre 300.000 €. Sottolineiamo che il valore del danno al patrimonio apistico regionale è superiore a questa stima perché molte altre colonie, anche se non sono andate perse, hanno subito una riduzione di bottinatrici e quindi hanno avuto bisogno di nutrizione supplementare per compensare tale perdita.
Valutazione del rischio
Nella letteratura scientifica la Vespa orientalis è definita come una delle specie di vespide che si adatta meglio a climi caldi e aridi; infatti, è originaria del Mediterraneo Sud-orientale e viene studiata da tempo nei paesi del Medio Oriente dove è nota la sua pericolosità per le famiglie di api e alcune coltivazioni, tra cui la vite e altri alberi da frutto come pesche e fichi. Il riscaldamento globale e la circolazione di persone e merci sono i principali fattori che stanno facilitando l’espansione e la colonizzazione di nuovi territori da parte di Vespa orientalis, tanto che oggi è ritenuta una specie neoinvasiva.
L’espansione demografica di questa specie, che ha caratteristiche di “predatore non selettivo”, potrebbe impattare negativamente anche sulle popolazioni dell’entomofauna locale con ulteriori danni agli ecosistemi naturali e agricoli. Oltre ad avere un impatto sugli ambienti naturali e rurali i calabroni orientali mostrano uno spiccato adattamento ai contesti urbani. Le cavità e le intercapedini nei muri delle abitazioni sono siti ideali in cui nidificare poiché sono riparati dagli sguardi dei cittadini e riscaldati dal sole; i nidi del calabrone orientale in zone urbane che beneficiano di una temperatura media maggiore rispetto alla campagna circostante (fenomeno definito “isola di calore”) hanno un’elevata velocità di crescita e potrebbero diventare un problema di salute pubblica, sia perché questi imenotteri sono in grado di infliggere molteplici e dolorose punture all’uomo (con un rischio di sviluppo di una reazione allergica), sia perché capaci di veicolare agenti patogeni per gli esseri umani.
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