Prova di campo su diverse tecniche d’impiego dell’acido formico nel tampone primaverile – Tecnica apistica

ddi Lorenzo Barbero, Samuele Colotta, Andrea Fissore

Efficacia contro la varroa e impatto sul raccolto

Negli ultimi anni cresce l’interesse verso un trattamento tampone effettuato nel periodo primaverile, che per il Nord Italia coincide con il periodo appena successivo al raccolto del miele di acacia (inizio giugno).

Un intervento acaricida effettuato in questo momento della stagione ha un duplice obiettivo: abbassare la carica di varroa al fine di arrivare ai raccolti estivi con un’infestazione limitata (e quindi un’aspettativa produttiva superiore) e poter ritardare il trattamento estivo di quel tanto che basta per garantirsi una
logistica più gestibile.

Questo tampone diventa fondamentale quando i trattamenti invernali non hanno avuto l’efficacia attesa, complici l’assenza o la brevità del blocco di covata naturale che purtroppo rendono assai meno efficace qualsiasi prodotto acaricida utilizzato per l’abbattimento della varroa.

Nel 2020 e 2021 Aspromiele ha svolto le prime prove di campo per verificare la validità di un trattamento primaverile rapido, a inizio giugno (l’apis n. 4-2021,
l’apis n. 4-2022).

Dal campo era emerso che sia la presenza massiccia della covata e sia la disponibilità di nettare in questo periodo della stagione rendono l’acido formico, nello specifico il prodotto ApiFor60®, il principio attivo più adatto per questo intervento: è l’unico che unisce l’efficacia acaricida sotto l’opercolo della celletta e l’assenza di residualità nel miele, a differenza delle molecole di sintesi, che possono contaminare la produzione, e dell’acido ossalico che ha invece un’azione solo puntuale e non prolungata nel tempo.

Articolo presente sul n.3-2026.

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