
Meglio un po’ più d’orfanità invernale o un eccesso d’infestazione estiva? L’ingabbio invernale precoce, già da ottobre, mi ha convinto
Qualche tempo fa ho preso un po’ di tempo per cercare di raccontare le esperienze dirette di due tipi diversi di metodi di pulizia della varroa, adottati fino all’inverno 2019/2020, con ingabbio regine nei nuovi nuclei in polistirolo e di contro sublimazioni in tempi ravvicinati delle famiglie in arnia. Le mie osservazioni sono state pubblicate sul n° 2 di l’apis 2020.
Riprendo ora parte di quanto scritto a suo tempo non certo per amore di autocitazione, ma perché mi sembra chiarire bene i miei pensieri e le scelte a premessa di quanto fatto in seguito.
Con l’andazzo “di tendenza” produttivo attuale: “anche solo qualche apiario con infestazione eccessiva in giugno, rischia di tradursi in: un triste funerale. Certo se intervieni subito, puoi riparare, ma con quanti e quali danni alle potenzialità produttive? (…) Ho provato a porvi rimedio e dopo diverse prove e… relative facciate, sono soddisfatto. È un piano di azione valido, percorribile senza grandi investimenti se non in mano d’opera, in un momento dell’anno in cui ne ho disponibile (…). È prioritario, infatti, provare sul proprio territorio e adattare al contesto ambientale/climatico le tecniche produttivo/sanitarie apistiche, assecondando il più possibile il fisiologico comportamento delle api, per cercare di minimizzare lo stress
che indubbiamente i trattamenti acaricidi comportano”.
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