Valutazione dei metodi di quantificazione della varroa foretica. Qual è il favo giusto? E quello che facciamo ha senso? – Tecnica apistica

di Randy Oliver. Traduzione a cura di Serena Lazzarin

Randy Oliver è un apicoltore californiano che sperimenta molto con le sue api. Scrive abitualmente sulla rivista americana American Bee Journal (ABJ) e pubblica i suoi lavori sul sito aperto a tutti: www.scientificbeekeeping.com

Randy, che ha una formazione di biologo, si approccia al suo lavoro con metodo scientifico, spesso mettendo in dubbio le sue stesse pratiche; esamina sempre la letteratura disponibile per verificarla alla luce delle sue osservazioni.

Eventualmente imposta nuove prove di campo. In una serie di pubblicazioni prese dal suo sito, Randy Oliver mette sotto indagine una pratica necessaria per avere alveari produttivi ed in buona salute: le tecniche di monitoraggio dell’infestazione da varroa. In questo articolo abbiamo tradotto e riassunto la prima puntata di questa “serie”.

Per evitare la morte delle colonie a causa del sovraccarico di varroa-virus, ci viene detto di monitorare i livelli di acari delle nostre colonie. Ma come fare meglio? In questa serie di articoli, rivedrò ciò che sappiamo realmente e fornirò dati concreti dalla mia ricerca recente per migliorare la nostra metodologia.

La maggior parte degli apicoltori di successo (ovvero con alti tassi di sopravvivenza delle colonie) monitora i livelli di acari nelle proprie arnie. Ci sono un certo numero di metodi per farlo, ognuno con i suoi pro e contro. Permettetemi di iniziare con una breve revisione dei diversi modi utilizzati per monitorare i livelli di varroa, e poi passerò a studi recenti che ho eseguito al fine di rispondere ad alcune domande che mi sono sorte.

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