
È con questa domanda, che si sono aperti i lavori dell’Incontro di Mezza Stagione dell’Aaapi, l’Associazione Apicoltori Professionisti Italiani, che si tiene tradizionalmente la quarta settimana del mese di luglio in Emilia Romagna
Un appuntamento fisso cui i soci dellʼAapi partecipano numerosi ogni anno per prendersi una pausa dai ritmi frenetici della stagione, rivedere i volti noti di colleghi e amici provenienti da tutta Italia e fare un primo bilancio “a caldo” della stagione, con gli esperti del settore sulle problematiche produttive, sanitarie e di mercato.
Il compito di dare una risposta al quesito è stato affidato allʼOsservatorio Nazionale Miele, associazione di secondo livello e organismo di supporto al settore apistico unico in Europa, che ogni anno svolge una intensa attività di monitoraggio delle produzioni tramite interviste ai produttori apistici.
La collaborazione con lʼAapi, socia dellʼOsservatorio, è fondamentale per ottenere dati sempre più attendibili e condivisi sulle produzioni, che rendano misurabili e oggettive le difficoltà dellʼapicoltura produttiva nazionale.
AllʼIncontro di Mezza Stagione Aapi, la collaborazione tra Osservatorio e Professionisti si concretizza in una presentazione a due voci (quelle degli autori di questo articolo, Simona Pappalardo, Osservatorio Nazionale Miele e Luca Bonizzoni, storico esponente dellʼAapi) dellʼandamento produttivo dei primi 7 mesi della stagione, arricchita e validata dagli interventi dei tanti apicoltori professionisti presenti che condividono con la sala la propria esperienza aziendale.
Quindi, tornando al nostro quesito, come sono andate le produzioni questʼanno?
Prima di entrare nel dettaglio delle produzioni per le principali tipologie di miele, vorremmo sgombrare subito il campo dagli equivoci e sottolineare che per i produttori apistici che ricava(va)no un reddito dallʼattività apistica, è stata unʼaltra stagione estremamente critica.
Oltre ai mancati raccolti che descriveremo, sul piano economico va segnalato in particolare il ricorso massiccio allʼalimentazione di soccorso, una pratica ormai imprescindibile per garantire la salute e soprattutto sopravvivenza delle famiglie di api nei periodi sempre più lunghi e frequenti di assenza di risorse naturali, che questʼanno per molte aziende ha raggiunto livelli di costo insostenibili.
In ordine cronologico, seguendo il decorso della stagione, le prime produzioni ad aver risentito dellʼandamento meteorologico particolarmente sfavorevole sono stati i millefiori primaverili e in generale tutte le produzioni che si possono ottenere prima dei raccolti importanti di acacia e agrumi, che sono state sostanzialmente azzerate o limitate a pochi chili ad alveare, lasciati a scorta nella maggior parte dei casi alle api affinché potessero sopravvivere.
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