Un Apiario d’Autore – Api luoghi e storie

di Massimiliano Gotti e Valentina Larcinese

Le api come ponte tra arte e territorio: una storia che nasce su un lago

È un giorno d’estate quando incontro Mauro Rutto. Siamo dello stesso lago, lo stesso orizzonte d’acqua e di Prealpi che ti resta addosso anche quando vai via. Da tempo avevo in mente di scrivere un articolo sul suo progetto, ma come spesso accade le cose importanti non iniziano con una riunione, ma con un incontro fortuito. La sera stessa ci sediamo davanti a un drink e gli chiedo di raccontarmi tutto, come è nato
il progetto, che idea c’era dietro, da dove è iniziato davvero.

Mauro mentre parla ha quella luce negli occhi che solo gli apicoltori conoscono, una miscela di entusiasmo e visione che nasce dal lavorare all’aperto, a contatto con qualcosa che non si può controllare fino in fondo.

Le parole arrivano una dopo l’altra, come se il progetto fosse in movimento anche mentre lo racconta.

All’inizio, mi dice, c’era un’intuizione semplice e ambiziosa insieme: mettere in relazione api, natura e territorio, per promuovere l’apicoltura e allo stesso tempo i luoghi che la ospitano. Il punto non era aggiungere qualcosa di esterno all’apiario, ma trovare un linguaggio capace di raccontarlo anche a chi apicoltore non è.

Un linguaggio che non semplificasse, ma che aprisse.

Quel linguaggio poteva essere l’arte. Ma come? Quando l’arte entra nell’alveare
L’idea prende forma così: chiedere ad artisti disponibili di dipingere il frontale di un’arnia nuova.

Non un pannello da appendere a una parete, ma una parte viva dell’arnia stessa. Quel frontale verrà poi montato su un alveare popolato dalle api e collocato in apiario. Da quel momento l’opera non è più solo dell’artista, ma entra in simbiosi con la natura.

Articolo presente sul n.3-2026.

Se ti è piaciuta l’anteprima dell’articolo, abbonati per ricevere l’apis a casa!