L’ape da pappa reale del Futuro – Selezione e riproduzione

di Yuvan Craveri

Pulire i dati dal “rumore” ambientale. L’esperienza francese può essere da esempio per la selezione in Italia

L’esperienza dell’associazione francese dei produttori di pappa reale è una chiave di lettura per comprendere perché regine che, all’origine, mostravano prestazioni elevate non si siano poi dimostrate all’altezza delle aspettative nel proprio contesto produttivo, senza determinare un reale aumento della produzione media rispetto al passato.

Non si tratta di mettere in dubbio il lavoro o la correttezza del selezionatore che le ha fornite, ma di evidenziare quanto il peso dell’ambiente sia presente e determinante nell’espressione del carattere produttivo.

Per decenni la selezione si è basata su un’equazione molto semplice: “questa cassa produce tanto, quindi faccio le figlie da questa”. È un metodo che ha funzionato
per decenni, ma oggi non basta più.

Questo approfondimento è nato dal confronto tecnico avvenuto durante il congresso dell’Associazione apicoltori professionisti italiani (Aapi) di Bologna
nel gennaio 2026. Qui vedremo come la scienza, attraverso i dati del Gpgr (Associazione dei produttori di pappa reale) analizzati dai ricercatori Benjamin
Basso e Tristan Kistler, e le lezioni teoriche del prof. Giulio Pagnacco, possa offrire una vera “bussola” per orientare in modo più consapevole il nostro lavoro in
apiario.

Il caso Gpgr: dieci anni di progresso misurabile
Il punto di partenza è un dato di fatto: in Francia, il Gpgr ha deciso di smettere di selezionare solamente “a pesata”. Dal 2011 hanno avviato una registrazione collettiva dei dati che ha permesso di monitorare l’evoluzione della loro popolazione.
I risultati, pubblicati recentemente da Basso, Kistler e Phocas(1), sono straordinari. Nel decennio 2012-2021, la produzione media di pappa reale (parametro P2) è passata da 34 g a 46 g a raccolta, per le regine madri.

Questo incremento non è un caso isolato o dovuto a stagioni particolarmente favorevoli; si tratta di un guadagno genetico costante del 3,5% annuo.
La produzione di pappa reale è un’attività esigente in termini di tempo e fatica, per questo non possiamo più permetterci di sprecare energia su regine “fortunate” ma geneticamente mediocri.

Ciò che affascina è come questo progresso sia stato ottenuto. La crescita è stata trainata quasi interamente dall’effetto genetico diretto delle operaie (+0,60 g all’anno), mentre le doti materne della regina sono rimaste stabili.

In pratica, hanno selezionato colonie sempre più efficienti nel secernere pappa reale, preservando però la salute complessiva della colonia.

Articolo presente sul n.4-2026.

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