Biomonitoraggio ambientale con le api, anno VI – Api e agricoltura

di Marco Bergero, Lorenzo Barbero e Luca Bosco

Ovvero come non si finisce mai di imparare

Ormai è tradizione: dal 2018 ogni numero 2 di l’apis ospita l’appuntamento con gli aggiornamenti sul progetto di biomonitoraggio ambientale con le api di Aspromiele.

Eccoci dunque a riferire agli apicoltori e agli addetti ai lavori come si sviluppa e si evolve il lavoro di biomonitoraggio associativo. Sì, perché se abbiamo imparato una cosa in questi 6 anni, è che a ogni stagione comprendiamo un pezzettino in più del complesso mosaico ambientale e conosciamo un po’ meglio le potenzialità dello strumento biomonitoraggio, nelle sue capacità di lettura del complesso rapporto fra le api e il microambiente in cui bottinano.

Il 2021, in particolare, ci ha mostrato chiaramente che l’indagine sulle residualità fitofarmaceutiche nelle matrici dell’alveare ha, in particolari condizioni ambientali, dei grossi limiti nel restituire una fotografia attendibile della qualità ambientale: lo scorso anno, in alcuni casi, causa l’avarizia della stagione, non erano presenti matrici da campionare e in alcuni periodi l’attività di volo era così ridotta da far venir meno il presupposto dell’attività di monitoraggio: il continuo prelievo, da parte delle api, di matrici ambientali.

Se il rapporto fra api e ambiente cambia rispetto a una “normalità” così com’è cambiato la scorsa stagione, allora cambia anche la significatività del biomonitoraggio, che si vede depotenziato nella sua precisione di lettura dalle condizioni climatiche.

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