Inverno – Benvenuti tra gioie e dolori

di Federica Giglio

Una volta era il periodo più critico per le api. Ora è uno dei periodi critici, è soltanto il più freddo

In un certo senso può essere visto come un momento di tregua, in cui loro sono unite e vicine, vanno lasciate tranquille in glomere, al calduccio nella loro arnia, protette da un mondo esterno in continuo incontrollabile mutamento.

Questa tranquillità mentale, se la può permettere solo chi ha eseguito bene i trattamenti autunnali, che sono importanti perché iniziare la stagione con pochissime varroe evita che queste, riproducendosi (e quasi raddoppiando ogni 21
giorni) creino grossi danni.

In apiario, altro non c’è da fare se non qualche visita esterna per accertarsi che tutto sia in ordine; l’apicoltore previdente coglierà ugualmente l’occasione per controllare tutta l’attrezzatura dell’apiario e fare le eventuali riparazioni e la conta delle cose da comprare.

È tempo anche di aggiustare o rifare qualche arnia, preparare i nuovi favi armati e
montati di fogli cerei in modo da avere tutto pronto per quando inizierà la nuova stagione apistica.

È possibile controllare il peso delle arnie attraverso bilance da remoto o sollevandole delicatamente da dietro per saggiarne il peso. Andrebbe anche controllato e valutato se la coibentazione non stia creando un eccessivo ristagno
di umidità, nel caso così fosse bisogna mettere gli alveari in una leggera pendenza.

Il vento, in inverno, è un problema per una postazione, che deve esserne al riparo. L’orientamento più adatto a stimolare i voli delle api per svuotarsi l’intestino è quello del sole alle 14.

Il posizionamento della famiglia all’interno dell’arnia più adatto a favorirne la conservazione del alore è quello dove batte il sole nelle ore più calde: dunque, se
avessi degli alveari orientati a Sud, sarebbe sulla destra.

Nel caso si verificassero abbondanti nevicate, bisogna assicurarsi che le entrate delle arnie non siano ostruite. Se così fosse, le api non potrebbero compiere i loro voli di purificazione e ciò potrebbe sfociare in problemi di dissenteria. Bisogna anche evitare che animali estranei entrino all’interno dell’arnia per costruire il proprio nido.

Per questo motivo è necessario restringere la porticina d’entrata.

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