L’impollinatore – Recensione

di Mauro Rutto

In una giornata torrida inusuale in quel periodo, due uomini si incontrano sulla
panchina di un parco, davanti a un chiosco che vende bibite fresche, ma è chiuso; uno dei due uomini è un fattorino che deve consegnare dell’acqua, l’altro si scopre essere un ingegnere di nanotecnologie, che lavora per una multinazionale ed ha appena sviluppato un prototipo di drone impollinatore “Bay Bee” che presto verrà presentato ai mercati mondiali per sostituire gli impollinatori naturali che stanno scomparendo.
I due cominciano a parlare prima in tono amichevole, ma ben presto si capisce che quest’incontro non è occasionale, e che la posta in gioco è la sopravvivenza dell’umanità. I temi dei mutamenti climatici, dell’ecatombe degli insetti impollinatori,
la scomparsa delle api, i futuri scenari di un’umanità alla ricerca di cibo e di acqua potabile, irrompono in questo testo teatrale.

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