
Introduzione
La questione posta nel titolo di questa breve nota se la sono posta i ricercatori da circa un secolo i quali, interpretando le danze delle bottinatrici o utilizzando varie sostanze (pitture, inchiostro colorato, polveri fluorescenti e radioisotopi) e materiali (targhette metalliche, scudetti di plastica colorati e/o numerati, etichette per l’identificazione tramite radiofrequenza-RFID, e micro radio trasmittenti), hanno cercato di capire fin dove le api bottinatrici si potevano spingere lontano
dall’alveare per raccogliere nettare, polline e varie altre sostanze in diversi contesti ambientali.
Sono molti i fattori che influiscono sul raggio e sull’area di volo delle api, come l’abbondanza o la scarsità di cibo, la temperatura, l’umidità, la direzione e la forza del vento, le precipitazioni, la presenza di aree intensamente coltivate, di alte costruzioni come in città, o anche barriere naturali come montagne, ampi fiumi, laghi e specchi d’acqua che possono essere di impedimento al volo delle api.
Dati bibliografici
Remy Chauvin nel suo trattato del 1968 riporta un’ampia sintesi dei risultati di queste ricerche, come quella di Eckert (1933) il quale dimostrò che nei periodi di scarsità di nettare, le api possono volare fino a 5 km per trovare fonti di cibo e addirittura a 13,5 km se si trovano in una zona assolutamente priva di risorse!
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