Un confine sottile – Novità dalla ricerca

di Maria Bortot

Siamo tutti fantasmi sulla faccia della terra,
impegnati a credere di avere un peso e un nostro posto nel mondo
(Fairy Tale – Stephen King)

Sono avvolta nel tepore della casa dove sono cresciuta, con una tazza di the fumante e la mia gatta Camilla acciambellata di fianco. Le mie vacanze natalizie da qualche anno hanno proprio il sapore di qualcosa di conosciuto e famigliare.

Le cene in famiglia diventano un’occasione per ridere di episodi passati e per parlare di vite e progetti intrecciati e quotidianità, non mancando di ricadere accidentalmente in qualche luogo comune.

Non è difficile parlare per sentito dire, d’altronde la parola è stata e sempre sarà un veloce ed efficace strumento per la condivisione e la divulgazione di notizie. È tuttavia importantissimo approfondire e verificare queste convinzioni popolari, così come trasmettere le informazioni esatte.

Solo queste due pratiche possono garantire un efficace metodo di validazione dell’ambiente che ci circonda. Giorni addietro, Francesco Panella – grande consigliatore e commentatore instancabile di libri e letture – mi
invia un articolo pubblicato sul sito GreenMe, il cui titolo fa così: “Le
api provano dolore nelle arnie create dall’uomo? Per la prima volta, uno studio dimostra che una pratica, in particolare, fa soffrire gli impollinatori”.

L’articolo commenta il recente studio pubblicato sulla rivista Journal of the Royal Society Interface da Derek Mitchell, un ingegnere meccanico che sta completando il
dottorato di ricerca presso l’Università di Leeds, in Inghilterra.

Ora sono curiosa e, tra un ultimo esperimento in laboratorio e svariate email arretrate, lo leggo. Ma cosa ci troverò scritto, quale pratica fa soffrire (ovvero causa dolore) alle api? E soprattutto, come hanno capito che le api provano dolore negli alveari? Inizio la lettura ma subito le domande si moltiplicano.

Lo studio scientifico in questione infatti parla di un’analisi del comportamento messo in atto dalle api quando le temperature si abbassano, ovvero la creazione
del glomere.

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